Ambiente, un altro «occhio» nello spazio

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kompsat 2 spazio

La Corea del Sud completa il servizio meteo dallo spazio e lo fa in collaborazione con l’Europa. Dallo spazio sarà sorvegliata ogni tipo di problematica: dai disastri naturali a quelli causati da violenti fenomeni meteorologici

Si chiamano Kompsat (Korea Multi-Purpose Satellite) e sono i satelliti meteorologici che la Corea del Sud ha sviluppato per avere una maggiore copertura di servizi meteorologici sui propri territori.

Si tratta di veri gioielli tecnologici, progettati e sviluppati dalla Kari (Korea Aerospace Research Institute). Uno di questi, il Kompsat-1, è già in orbita da tempo. Il secondo, Geo-Kompsat-2, si trova sulla rampa di lancio della base europea di Kourou, nella Guyana Francese, pronto per essere lanciato nello spazio con il potente razzo vettore europeo Ariane 5. Il lancio è in programma per il prossimo 18 gennaio, alle 23:14 (ora italiana, le 17:14 ora locale).

Nella capiente ogiva del lanciatore Ariane 5, oltre a Kompsat-2, vi sarà un altro grande satellite asiatico, il giapponese JCSat 17, per servizi di telecomunicazioni e navigazione satellitare, finanziato e poi gestito, nell’intera missione, dai giapponesi, ma costruito dalla statunitense Lockheed Martin.

L’obiettivo di missione di Kompsat-2, così come per il suo gemello già in orbita, è di sorvegliare minuto per minuto dallo spazio ogni tipo di problematica: dai disastri naturali a quelli causati da violenti fenomeni meteorologici. E, soprattutto, grazie alle sue osservazioni, prenderne le contromisure. I suoi occhi elettronici, provvederanno ad inviare a terra immagini ad alta risoluzione per il Gis (Geographic Information Services), e provvederanno a realizzare mappe molto accurate e digitalizzate dei territori colpiti da disastri ambientali, oppure anche solo per procedere in caso di «allerte rosse».

Ma i due Kompsat, lavorando assieme, forniranno anche nuovi dati sulle risorse terrestri e i servizi meteo.

Il razzo europeo Ariane 5, che ha molte componenti realizzate in Italia a Colleferro (Roma), come i due booster di spunto alla partenza, verrà poi trasferito tramite un proprio propulsore, all’orbita geostazionaria, a circa 36mila chilometri dalla Terra. Dove verrà posizionato, proprio sfruttando questo tipo di orbita, in un punto fisso sopra la Corea del Sud a 128 gradi Est.

Funzionerà tramite pannelli solari e batterie, e la sua vita operativa è prevista per 10 anni. Peserà alla partenza circa 3,2 tonnellate.

Il lancio di Geo-Kompsat-2 e Jcsat-17, rappresenta anche il primo del 2020 del potente vettore Ariane 5 dell’Esa (Agenzia spaziale europea), il cui primo lancio avvenuto con successo è del 1997, e che dal 2021 verrà definitivamente sostituito dal nuovo Ariane 6, anch’esso realizzato con molte componenti italiane, derivate dal razzo «italiano» Vega costruito quasi interamente a Colleferro da Avio.

 

Antonio Lo Campo