Animale come noi

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Cebo Foto di V Truppa
I cebi, come gli esseri umani, usano ingegno e abilità manuale per sfruttare le risorse presenti nell’ambiente. Foto di V. Truppa

Noi siamo animali, i nostri compagni di viaggio sono tanti, tutti utili, tutti hanno da insegnarci qualcosa, tutti ci aiutano a vivere. In questo numero di «Villaggio Globale» ricercatori e docenti attraverso i loro studi ci fanno conoscere un mondo che credevamo di conoscere


«So di non sapere», ma la frase del famoso filosofo ateniese è destinata a restare una frase fra tante e, anzi, sappiamo la tragica fine che fece Socrate.

Oggi sappiamo tutto. Di qualsiasi argomento si parli troviamo esperti ad ogni angolo, in ogni bar o barbiere. Abbiamo raggiunto la conoscenza globale e in Facebook c’è il gota.

Come anziani sul letto di morte, esibiamo gli anni non le azioni. Chi ha distrutto questo pianeta resta un mistero. E da dove ricominciare?

I giovani si trovano di fronte a macerie enormi, in tutti i campi. Hanno sulle loro spalle un carico notevole che porta allo sconforto. Prendersela con i padri non serve, ormai il danno è fatto.

Gli scienziati continuano a chiedersi se abbiamo raggiunto il punto di non ritorno. Abbiamo mandato al diavolo il principio di precauzione, soffocato dalla boria e dalla convinzione di «sapere».

Gli aggiusti necessari per mettere a posto questa Terra sono di natura epocale. Ma tutti vogliono subito una medaglia, un riconoscimento, un bravo sui giornali e sui Social. Questo siamo diventati, solo un popolo di distruttori naturalmente ignoranti.

Questo numero di «Villaggio Globale», «Animale come noi», della programmazione di quest’anno dedicato a Natura e Contronatura, è dedicato agli animali.

Ecco il punto. Noi siamo animali, i nostri compagni di viaggio sono tanti, tutti utili, tutti hanno da insegnarci qualcosa, tutti ci aiutano a vivere. Non sono frasi fatte, leggete gli articoli dei ricercatori e vi si aprirà un mondo di conoscenze.

Per leggerli c’è bisogno dell’abbonamento? E sì, è il primo passo. Non possiamo viaggiare senza pagare un biglietto, altrimenti il mezzo che ci conduce come farebbe a spostarsi? Dobbiamo essere noi gli artefici del nostro futuro, dobbiamo sospettare di coloro che ci offrono una vita free e un passaggio gratuito verso la conoscenza. La conoscenza è fatica, e costa sempre di più perché il potere ha capito che attraverso la conoscenza si diventa liberi. Per questo non dobbiamo subirla, ma dobbiamo capirla, sceglierla e sostenerla. E dobbiamo farlo subito.

Altrimenti la scelta è di continuare il nostro viaggio, distruggere tutti i compagni presenti nel nostro vagone e quando siamo arrivati alla meta e ci accorgeremo di essere rimasti soli, non potremo fare più nulla.

Buon viaggio e buona lettura dell’Editoriale del Direttore Ignazio Lippolis, che è free.

 

Editoriale

Scrivere di animali sembrerebbe la cosa più facile di questo mondo. Si può usare il tasto della tenerezza, della pietà, dell’indifferenza e via con una serie quasi infinita di luoghi comuni ed anche riferimenti storici.

Più sofisticato, con molteplici distinguo, diventa il discorso se affrontato sul fronte vegetariano o vegano.

Quasi fumoso ed inafferrabile se invece parliamo di esseri viventi di pari dignità ed in rapporto empatico, diretto o indiretto con tutto l’ambiente della biosfera.

Quest’ultimo è l’aspetto più ostico ma è l’aspetto chiave. Se non risolviamo questo punto la nostra specie è destinata a soccombere perché sarà causa, come qualsiasi parassita, della morte della sua fonte vitale e, di conseguenza, della propria.

Ogni aspetto vitale e, direi, anche apparentemente non vitale, determina la vita nella biosfera.

Ad esempio, una ricerca che è appena all’inizio, ha dimostrato come le sorgenti naturali di idrogeno e di metano abiotico (il raro metano che si forma in assenza di processi biologici) hanno avuto un ruolo fondamentale durante l’evoluzione del nostro pianeta e rappresentano un target primario per l’esplorazione planetaria. Questi gas naturali ad alto potenziale energetico, oltre a giocare un ruolo fondamentale sugli equilibri geologici e climatici del pianeta, sono ritenuti molecole chiave per sviluppo della vita sulla Terra e il mantenimento della biosfera microbica profonda, che ospita una biomassa grande almeno quanto quella di superficie. È il frutto di uno studio, nell’ambito delle Scienze della Terra e della vita, di cui è capofila un ricercatore dell’Università di Torino, Alberto Vitale Brovarone, e apre a nuovi scenari geologici.

Ad ogni nuovo studio, si amplia il baratro della nostra poca conoscenza sui meccanismi del mondo in cui viviamo.

Si resta sempre senza parole quando ci avviciniamo ai cosiddetti popoli primitivi, perché scopriamo in loro conoscenze a noi ignote o scoperte solo di recente. Il loro segreto è appunto l’empatia e la sintonia con cui vivono nell’ambiente naturale.

Innumerevoli sono i casi che ci sorprendono… Sirio è la stella più luminosa del cielo e ha un compagno nascosto. Sirio B è invisibile a occhio nudo ed è stato scoperto dagli scienziati occidentali nel XIX secolo. Ma sembra che i Dogon del Mali sapessero già della stella e del suo periodo orbitale lungo 50 anni.

Ad esempio, quando raccolgono il miele dagli alti rami degli alberi, i Soliga, un gruppo etnico dell’India, sono soliti prenderne un po’ per sé e lasciarne dell’altro per terra, a disposizione delle tigri che considerano parte della famiglia. Lo fanno perché le tigri non possono arrampicarsi sugli alberi e raccogliere il miele da sole!

Oppure come un popolo che vive in Amazzonia, in una zona soggetta ad inondazione, che non raccolgono tutta la frutta perché, quando ci sarà l’inondazione i pesci non avrebbero nulla da mangiare…

Credo sia chiaro quello che intendo ed allo stesso tempo è evidente il forte contrasto di civiltà fra le nostre coltivazioni, il nostro modo di trattare animali ed insetti, la nostra incontrollata mania di profitto e il loro stile di vita.

Si dirà della qualità della vita, della durata media della vita, si faranno confronti ma della nostra perdita di saggezza e di cultura si tace.

Si porteranno a confronto le opere architettoniche e le realizzazioni della nostra civiltà ma dei ponti che cadono, delle strade che si aprono, delle frane che distruggono paesi mentre gli acquedotti romani, i vari colossei che resistono si tace.

E mi fermo qui perché le motivazioni dell’ipocrisia sono pressoché infinite e, poi, non si riesce a fare un discorso compiuto con chi ha perso la memoria ed è solo preso dalla smania di ricchezza e di un benessere che offusca la mente. E d’altra parte non è quello che vuole sua maestà il business?

Dobbiamo rivedere la nostra gerarchia di valori, riconsiderare le priorità e fare scelte conseguenti. Ma le dobbiamo fare noi… il sistema di deleghe, la democrazia, l’aspettare azioni dai nostri rappresentanti… tutto un sistema che mostra la corda. È logoro, inefficiente, incapace. Prima si guardava alle nazioni più evolute, erano i nostri modelli, ma ora che esempio viene da queste nazioni? dov’è l’empatia che loro hanno sviluppato nella biosfera?

Decisamente dobbiamo convincerci che dobbiamo rimboccarci le maniche.

Ignazio Lippolis