L’Amazzonia governa ancora il 50% delle piogge mondiali?

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The rainforest canopy. Tambopata, Peru.
The rainforest canopy. Tambopata, Peru.

Una ricerca del 1983 fatta da scienziati dell’istituto di ricerche spaziali di São José dos Campos. Cosa è cambiato oggi? con il taglio sistematico, gli incendi, i cambiamenti climatici, l’Amazzonia assolve ancora a questo compito?

In questi giorni, complice la recente Giornata dell’Amazzonia, si è molto parlato di questo polmone verde del pianeta, della sua importante biodiversità comprendente anche l’uomo, una realtà della biosfera che spesso si tira fuori determinando a cascata una serie di equivoci che diventano danni.

Le analisi esposte limitano il ruolo di questa straordinaria foresta pluviale, al solo continente americano. In realtà il suo influsso riguarda anche l’Europa.

Un tempo l’Europa era più sensibile alla salvaguardia ambientale del pianeta, ora sembra distratta e, come tanti su questa nostra «evoluta» civiltà, sta perdendo la memoria.

Infatti, l’importanza della foresta amazzonica venne confermata sin dal 1983 dalla ricerca fatta da scienziati dell’istituto di ricerche spaziali di São José dos Campos.

Allora fu verificata la tesi che l’Amazzonia regola il clima di tutto l’emisfero. Fu usata una torre di 45 m (costata quasi 4 miliardi), innalzata in piena foresta e dotata di strumenti di alta precisione capaci di seguire e registrare in un computer tutte le informazioni ed in particolare quelle sui cicli di acqua e di energia solare. Si constatò, esaminando i dati raccolti in 8 mesi, che l’acqua delle forti piogge tropicali, riciclata dalla foresta con l’azione del sole, libera un’intensa energia fra i tre e i dieci km di altezza, durante il processo di condensazione.

Questa energia, sotto forma di calore, viaggia nell’atmosfera verso i poli. Nel suo percorso l’energia dissolve fonti fredde, trasformandole in pioggia ed arriva ad impedire la formazione di ghiacci nei poli. Il 75% delle acque piovane torna nell’atmosfera sotto forma di vapore e dall’85 al 95% dell’energia solare disponibile è utilizzata nel fenomeno chiamato «evapotraspirazione», cioè l’evaporazione del «sudore» che i vegetali utilizzano per mantenere la temperatura delle foglie sotto il forte sole. Con i suoi 7 milioni di kmq (allora erano 7 milioni…) concentra oltre la metà della capacità generatrice di energia di questo tipo in tutto il pianeta.

Ma questi valori sono ancora validi? Con il taglio sistematico, gli incendi, i cambiamenti climatici, l’Amazzonia assolve ancora a questo compito?

Attraversiamo un periodo storico in cui l’amnesia collettiva sembra la vera epidemia circolante. Il cammino dell’uomo non è più lineare, si dimenticano le conquiste fatte, i saperi raggiunti e sembra che ci siano nuovi valori di riferimento. Ma la vacuità di queste certezze sta rivelando tutto il potere distruttivo che una sana ricerca era riuscita a contenere.

 

R. V. G.