Xylella, è ancora emergenza, la Regione difende il suo Piano

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Foto di A. Fiore
Foto di A. Fiore

Intervista al responsabile regionale Gianluca Nardone

«L’obiettivo più importante è eradicare la malattia negli attuali focolai di Canosa, Polignano e Monopoli». «Purtroppo, per contenere la diffusione degli insetti adulti, ad oggi, i trattamenti fitosanitari sono l’unico strumento utile ed efficace». «Allo stato attuale non esistono prodotti a base di piretro o caolino autorizzati contro la sputacchina e su olivo». «Il piano d’azione redatto per contrastare la diffusione della Xylella consegue il duplice obiettivo di rispondere alla prescrizione normativa e di salvaguardare le produzioni biologiche pugliesi»

La Xylella sta stressando i nostri coltivatori, mina la tradizione olivicola e il paesaggio pugliese e, naturalmente, preoccupa notevolmente gli amministratori.

Esiste un nuovo piano di interventi regionali che aggiunge altre preoccupazioni poiché impone l’impiego di pesticidi che vanno a compromettere anche le coltivazioni biologiche e sorgono spontanei alcuni quesiti e richieste di chiarimenti.

Per poter fornire un’informazione precisa e dettagliata alle tante domande abbiamo chiesto lumi a Gianluca Nardone, responsabile del Dipartimento Agricoltura, sviluppo rurale ed ambientale della Regione Puglia, che ringraziamo per la sua disponibilità.

Ormai ad otto anni dall’inizio della diffusione della Xylella nel Salento e con tante risorse impegnate anche dalla Regione possiamo dire che l’azione intrapresa abbia portato a risultati? E quali? È corretto parlare ancora di emergenza?

La Xylella fastidiosa è un organismo nocivo che ha provocato ingenti danni all’economia regionale e molti di più potrebbe provocarne. In questo senso, se il termine «emergenza» serve ad indicare una situazione di estrema pericolosità pubblica, tale da richiedere l’adozione di interventi eccezionali, sicuramente siamo ancora in una condizione di questo tipo con cui dovremo convivere almeno fino a quando la scienza non avrà indicato soluzioni più efficaci.

Il compito delle Istituzioni è stato e sarà quello di mettere in campo tutte le energie possibili per rallentare l’avanzamento del batterio e prevenirne l’ulteriore diffusione nel resto dell’Unione europea. Negli anni abbiamo migliorato la nostra capacità di sorvegliare il territorio monitorando un fronte disegnato tra area indenne e area infetta. Dal 2013 abbiamo sottoposto ad analisi oltre 700mila piante di olivo per verificare la presenza del batterio e anticipare i suoi spostamenti, soprattutto quelli dovuti a trasporto umano. Quest’anno, oltre a continuare a presidiare la zona cuscinetto a protezione del territorio libero da Xylella, l’obiettivo più importante è eradicare la malattia negli attuali focolai di Canosa, Polignano e Monopoli. Per questo chiederemo ancora una volta la collaborazione dell’intera comunità regionale, cittadini, operatori agricoli e relative rappresentanze, sistema degli enti locali (Comuni e Province) e nazionali (Anas e Ferrovie dello Stato), media affinché ci si coinvolga in un’incisiva lotta contro la «sputacchina». In questo senso, sta partendo una campagna di comunicazione per sottolineare che le corrette pratiche agricole sono un elemento centrale nella strategia di contenimento della diffusione della malattia.

La prima osservazione che alcune Associazioni di agricoltori mettono in evidenza è il largo uso di prodotti chimici (come l’Acetamiprid o il Fosmet) che non vanno a colpire solo la Xylella. Di questo se ne fa carico la Regione?

La strategia di lotta all’insetto vettore, la cosiddetta «Sputacchina», può essere meccanica, biologica o chimica.

Nel piano d’azione che attueremo nel corso dell’anno, si introduce l’obbligo di eseguire le lavorazioni in tutto il territorio regionale, proprio per contenere la diffusione del vettore e, quindi, concorrere a ridurre la diffusione del contagio. Questo intervento consente di controllare le forme giovanili dell’insetto. Purtroppo, per contenere la diffusione degli insetti adulti, ad oggi, i trattamenti fitosanitari sono l’unico strumento utile ed efficace.

Esistono prodotti a base di piretro o il caolino, e molti altri sono in fase di sperimentazione; perché la Regione continua a proporre rimedi dannosi anche per le api, ad esempio, e non prova ad avviare un’ampia collaborazione con i centri di ricerca? O ci sono proprie sperimentazioni per non danneggiare il biologico?

Allo stato attuale non esistono prodotti a base di piretro o caolino autorizzati contro la sputacchina e su olivo.

Negli anni scorsi è stato possibile utilizzare prodotti organici, prodotti cioè ammessi in agricoltura biologica, grazie ad un’autorizzazione eccezionale del ministero della Salute. Il Servizio fitosanitario regionale monitora con estrema attenzione eventuali modifiche del quadro normativo ed è pronto ad integrare il Piano di azione laddove fosse possibile.

La Regione ha finanziato numerose attività di ricerca per sviluppare metodi di lotta all’insetto vettore, anche utilizzando metodi biologici. Non ci sono però, al momento, risultati maturi trasferibili nei nostri contesti produttivi.

Registriamo lo sconforto fra gli operatori agricoli anche se qualcuno sta sperimentando metodi come quello del dott. Scortichini in fase avanzata di impiego e con risultati soddisfacenti in 27 comuni. La Regione ha verificato questa iniziativa?

La comunità scientifica ritiene che oggi non vi sia un metodo di cura efficace contro la Xylella. Occorre proseguire nella promozione della ricerca scientifica nella speranza che si riesca a trovare una metodologia efficace di controllo della malattia fondata su solide basi scientifiche.

La Puglia è la seconda regione italiana per superficie coltivata a biologico, non crede che l’azione annunciata possa danneggiare questa eccellenza regionale? Come si può coniugare il piano di contenimento del Philaenus spumarius con le certificazioni biologiche nelle aree delimitate?

Occorre contemperare i due obiettivi, ossia contenere la diffusione della malattia, anche attraverso un’efficace lotta al vettore con l’esecuzione di trattamenti fitosanitari, con l’obiettivo di consentire agli imprenditori agricoli che adottano il metodo biologico di valorizzare le proprie produzioni certificate sul mercato. La Regione è impegnata in una relazione costante con il ministero della Salute e il ministero dell’Agricoltura al fine di consentire anche quest’anno agli imprenditori agricoli in biologico, di commercializzare le proprie produzioni biologiche evitando così gravi danni al prodotto biologico pugliese. Nel contempo, il piano d’azione redatto per contrastare la diffusione della Xylella consegue il duplice obiettivo di rispondere alla prescrizione normativa e di salvaguardare le produzioni biologiche pugliesi.

 

Ignazio Lippolis