Xylella, è il momento della resa dei conti

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ulivo xylella

Interrogazione al Ministro da parte del senatore De Bonis. La politica si muove con interrogazioni a tutti i livelli. Urgono risposte chiare e soprattutto interventi decisi e scientificamente comprovati. Centrale l’azione di Marco Scortichini come «Villaggio Globale» ha sempre documentato e riportato

Il senatore Saverio De Bonis, eletto in Basilicata, ha rivolto una interrogazione al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali sul caso della Xylella.

Nella lunga e articolata interrogazione al Ministro, De Bonis chiede se, infine, non ritenga che «dopo 8 anni dalla prima segnalazione ufficiale di Xylella fastidiosa nel Salento siano stati commessi molti errori, il più grave di tutti è stato quello di propagandare che “la Xylella non si cura”; e quali urgenti iniziative intenda adottare per arginare in modo sinergico la malattia, come è prassi comune nelle emergenze fitosanitarie, al fine di cercare di recuperare almeno una parte del territorio salentino, già molto compromesso, e per incoraggiare gli agricoltori che hanno purtroppo abbandonato gli uliveti a sé stessi, facili preda del patogeno e delle sue concause».

L’interrogazione prende le mosse dalla intervista particolareggiata che il dott. Marco Scortichini aveva rilasciato al nostro giornale, rispondendo al consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo di «La Puglia domani», che aveva presentato una interrogazione sui «costi e documentazione» inerenti la «cura Scortichini», mettendo in dubbio l’efficacia del protocollo.

De Bonis, in sostanza, ricordando come ci sia stata «l’introduzione di norme gravemente lesive dei diritti dei cittadini, della Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e l’Italia è stata ufficialmente messa in mora da parte della Commissione europea, ex articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, a causa della cattiva gestione dell’emergenza Xylella fastidiosa».

È stato inoltre stigmatizzato come mai la sua proposta, sottoscritta da 50 senatori, di una Commissione d’inchiesta sulla Xylella fastidiosa nei territori della Puglia non sia stata ancora attuata.

De Bonis ha quindi messo a confronto gli interventi in corso precisando che c’è «un accordo tra Regione Puglia, Crea, Università del Salento e Università di Bologna, per la durata di 24 mesi, su “Strategie di controllo integrato per il contenimento di Xylella fastidiosa ed analisi epidemiologiche del complesso del disseccamento rapido dell’olivo /CoDiRO” (cd. Progetto Scortichini, Council for Agricultural Research and Economics, Crea, Research Centre for Olive)», ha ricordato che la somma stabilita per l’accordo è stata di 200.000 euro per il biennio e per tutte le istituzioni coinvolte. E che le spese complessive non hanno raggiunto la soglia massima dell’accordo. L’intesa ha prodotto, con la partecipazione di più di 20 autori, ben 11 pubblicazioni scientifiche pubblicate su riviste internazionali dei settori della patologia vegetale, agronomia, fisiologia vegetale, biosicurezza e sostenibilità ambientale, tutte caratterizzate da fattore d’impatto.

Nell’interrogazione, inoltre, De Bonis ha quindi sottolineato come «esistono molti finanziamenti regionali, nazionali ed internazionali. Ad esempio la Regione Puglia è responsabile di una misura di 5.000.000 di euro, stanziata dal Mipaaf, per un “Piano straordinario di rigenerazione olivicola” che si basa sulla pratica dell’innesto con varietà non autoctone, soprattutto per esemplari secolari. Tale misura, tuttavia, non è supportata da alcuna evidenza scientifica che dimostri come una pianta infetta reinnestata sopravviva nel tempo e non sviluppi più sintomi di deperimento. Inoltre, non ci sono prove che gli alberi infetti capitozzati e reinnestati possano riprendere le loro normali attività fisiologiche. Esistono solamente alcune osservazioni empiriche che, tra l’altro, non sembrano molto incoraggianti».

Concludendo, il senatore De Bonis ha chiesto al Ministro se «non sia del parere che l’accordo del gennaio 2017 tra Regione Puglia, Crea, Università del Salento e Università di Bologna, terminato con la relazione finale il 10 settembre 2019, con una spesa per il biennio di soli 200.000 euro, abbia dato ottimi risultati, realizzando ben 11 pubblicazioni scientifiche, improntate sulla cura della Xylella fastidiosa e pubblicate su riviste internazionali dei settori della patologia vegetale, agronomia, fisiologia vegetale, biosicurezza e sostenibilità ambientale; e se non ritenga, invece, che la tecnica dell’innesto, per la quale la Regione Puglia è responsabile di una misura di 5.000.000 di euro, stanziata dal Mipaaf, per un «Piano straordinario di rigenerazione olivicola», non sia da ritenersi costosa e fallimentare».

Ci fa quindi piacere che, finalmente, si tirino le somme di questa tragedia che ha investito l’olivicoltura pugliese. Sarebbe proprio ora che dopo tutte le evidenze scientifiche, contrastate solo da false notizie e colpevoli silenzi, si passi ad un nuovo tipo di intervento, maturo e, soprattutto, responsabile, al di fuori dagli interessi politici o economici da parte di lobby.

 

I. L.

 

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