Barletta, un Piano urbanistico senza geologi…

978

Tante carenze e per gli Architetti è «un pasticcio»

Approfondendo la lettura degli strati informativi del redigendo Pug disponibili al link istituzionale non si ha alcuna evidenza di dati recenti ed in particolare delle risultanze stratigrafiche dei suddetti piezometri, né informazioni aggiornate sulla idrogeologia dell’area, con particolare riferimento alla zona industriale e al comparto misto residenziale/commerciale/industriale presente in quella zona, né uno screening sulle criticità ambientali emerse alla luce dei nuovi dati analitici sulle matrici ambientali (suolo, sottosuolo, falda)

È stata pubblicata sul sito istituzionale, nella sezione Amministrazione trasparente, la bozza del Piano urbanistico generale (Pug) del comune di Barletta. Come si legge nel comunicato stampa che ne ufficializza la pubblicazione e ne anticipa l’avvio dell’iter partecipativo «Valutarlo come momento storico non è esagerato — queste le parole del sindaco Cosimo Cannito — se constatiamo che la città attende da mezzo secolo circa l’adeguamento del Pug alle ambizioni di sviluppo economico, sociale, turistico e culturale di Barletta».

Nel comunicato si fa quindi riferimento a quello che è stato l’iter procedurale che ha portato prima all’approvazione del Documento programmatico preliminare (Dpp) con la delibera n. 71 del Consiglio comunale del 23 settembre 2019, poi con la delibera di Giunta comunale n. 37 del 13 febbraio 2020 si è definita l’approvazione del programma di formazione del Pug, cui è seguita la nomina e l’insediamento dell’Ufficio di Piano.

«Un passo questo che ha visto l’avvio dei tavoli tecnici comunali con il coinvolgimento di Enti pubblici chiamati ad interfacciarsi. Ed ora è questa la fase in cui la cittadinanza attiva è chiamata a partecipare a quell’iter inclusivo che avrà un valore fondamentale, sia per approfondire e chiarire apertamente i contenuti delle scelte compiute, sia per condividerle in aderenza all’interesse collettivo».

Ma fatta questa doverosa premessa, dal mondo delle professioni tecniche, che si legge sempre nel comunicato non sono le uniche a definire le scelte del Pug che sono anche di materia politica «in quanto strumento pianificatore finalizzato a soddisfare i bisogni di vita della comunità del territorio», arrivano le prime osservazioni.

Le prime osservazioni

Le prime ufficiali sono quelle dell’Ordine dei geologi della Puglia (Org) che, per mezzo del suo presidente Giovanna Amedei, il 28 ottobre giungono al dott. Francesco Alecci, Commissario prefettizio del comune di Barletta, avvertendo come non risulti pervenuta all’Org alcuna richiesta di «contributo al percorso partecipativo» né dal comune di Barletta né da parte dei consulenti dello staff di Piano. Risulta, invece, una richiesta di una terna di professionisti (agosto 2018) per far parte di una commissione di gara per affidare a Ditte esterne i lavori del Piano di monitoraggio della falda e dei suoli della città di Barletta (Piano di monitoraggio area vasta). Nel documento si legge come da informazioni recepite da articoli pubblicati sui web-magazine locali, nell’ambito del Piano di monitoraggio area vasta sarebbero stati realizzati ben 19 piezometri che si andrebbero a sommare a quelli esistenti per un totale di 58 realizzati nell’intervallo temporale 2016-2020. Approfondendo quindi la lettura degli strati informativi del redigendo Pug disponibili al link istituzionale non si ha alcuna evidenza di dati recenti ed in particolare delle risultanze stratigrafiche dei suddetti piezometri, né informazioni aggiornate sulla idrogeologia dell’area, con particolare riferimento alla zona industriale e al comparto misto residenziale/commerciale/industriale presente in quella zona, né uno screening sulle criticità ambientali emerse alla luce dei nuovi dati analitici sulle matrici ambientali (suolo, sottosuolo, falda). Questi dati, si legge nello scritto, andrebbero ad arricchire gli strati informativi prettamente geologici con informazioni di dettaglio e sezioni geologiche di cui allo stato attuale gli elaborati prodotti appaiono carenti.

Non è presente altresì uno strato informativo sui siti oggetto di procedimento di bonifica ex art.242 del D. Lgs.152/2006 in capo all’autorità competente regionale (Servizio rifiuti e bonifiche) censiti nell’Anagrafe dei siti da bonificare, ex art. 251 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii di cui alla Deliberazione della Giunta regionale 25 giugno 2020, n. 988.

Le osservazioni entrano quindi nel merito degli elaborati redatti per il Pug della città di Barletta, e nello specifico delle Previsioni strutturali (Ps) PS1 – Carta delle invarianti paesistiche-ambientali: struttura idrogeomorfologica, PS2 – Carta delle invarianti paesistiche-ambientali: struttura ecosistemica, PS3 – Carta delle invarianti paesistiche-ambientali: struttura antropica e storico-culturale, PS8 – Carta dei Contesti, Q.t3 – Schema strutturale insediativo strategico, definendosi quali un preliminare contributo dell’Org nell’attesa di un coinvolgimento ufficiale al percorso partecipativo.

E in aggiunta all’Org, è anche l’Ordine degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Barletta – Andria – Trani (Bat) a definire il Pug, tramite le parole del suo presidente Paolo d’Addato, «un pasticcio».

Il Piano esecutivo di partecipazione alla formazione del Pug procederà ora secondo un calendario, che andrà di volta in volta comunicato, e che prevede dei temi ben precisi che sono:

– La città storica, la città consolidata e la città contemporanea;
– Il patrimonio culturale, materiale e immateriale comunale;
– Il sistema ambientale e paesaggistico (verde comunale);
– La zona agricola;
– La fascia costiera (la fascia demaniale, le litoranee ecc.)
– Le zone produttive (industria, artigianato, commercio);
– Il sistema infrastrutturale, trasportistico e portuale;
– Welfare.

 

Elsa Sciancalepore