La crisi climatica, lo strapotere dell’economia e il… pedibus

1377
foliage autunno a formica
Foto di A. Formica
Tempo di lettura: 7 minuti

Le varie soluzioni della mobilità sostenibile unico deterrente ai guasti del clima che ognuno di noi può mettere in campo. Panoramica della situazione globale

Dopo una giornata piovosa, ieri, e un cielo grigio e una temperatura scesa a pochi gradi, stamattina, un sole luminoso e uno splendido azzurro sopra l’orizzonte delle cime del Massiccio del Pollino, dove, con oltre un mese di ritardo, nelle scorse notti è caduta la neve, svelano il paesaggio autunnale della campagna e della natura di San Paolo Albanese che mi invita ad osservarlo.

In una stagione, l’autunno, in cui si vive con stupore e meraviglia il fascino di una pittura naturale spontanea, riempita dei colori del verde, del giallo, del rosso, del bordeaux, dell’arancione, del marrone, le tonalità e le sfumature che vestono il paesaggio rurale, nelle prime vere giornate fredde di quest’anno, mi appaiono diverse, insolite e in ritardo rispetto al passato. La stessa bellezza di questo tripudio di colori, che la biodiversità vegetale dei luoghi concede, mi appare stranita, sofferente e fuori tempo. «Il caldo spegne il foliage», scrive Gabriele Romagnoli, viaggiando, da Locarno a Domodossola, per ammirare lo spettacolo del cambio delle foglie, sul «treno delle meraviglie», rimasto «orfano dell’autunno». Il foliage spento e il paesaggio spoglio denunciano le conseguenze clamorose del cambiamento climatico.

La Cop27 a Sharm el-Sheikh

Nella Giornata nazionale degli alberi, la vitale funzione degli alberi di difesa della biodiversità, di assorbimento dell’anidride carbonica e di rilascio dell’ossigeno, fa da monito a una Italia che occupa solo la ventinovesima posizione nella speciale classifica sulle performance climatiche degli Stati impegnati a fronteggiare il riscaldamento globale e a raggiungere gli obiettivi per contenere l’aumento della temperatura media entro la soglia critica di 1,5°C a fine secolo.

A Sharm el-Sheikh, in Egitto, l’assemblea plenaria della Cop27 ha appena approvato il documento finale della Conferenza, che salva l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi, ma, in sostanza, la riduzione delle emissioni non è stato affatto affrontato. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Guterres, infatti, avverte preoccupato: «Dobbiamo ridurre drasticamente le emissioni, ora».

Le emergenze ambientali

Secondo il «Future Risk Report 2022», presentato a Parigi il mese scorso, il cambiamento climatico è diventata la principale preoccupazione. È causa di siccità, di eventi atmosferici estremi, di trombe d’aria, di alluvioni, di frane. E tutto ciò (è ormai certo secondo gli esperti del comitato Onu sul clima) dipende dalla continua crescita e concentrazione delle emissioni di gas a effetto serra, come il biossido di carbonio, il metano e il protossido di azoto, che influiscono direttamente sull’aumento della temperatura e sui cambiamenti climatici, diventati, insieme alla crisi energetica e alla perdita di biodiversità, tra i principali rischi. In Italia, nel corso del 2022, vi sono stati, finora, ben 132 eventi climatici estremi, con conseguenze catastrofiche che reclamano con urgenza la protezione dei sistemi naturali, sociali ed economici troppo vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici.

Con i cambiamenti climatici, il progresso si sta rivoltando contro la stessa umanità che l’ha innescato. A detta degli esperti non c’è più tempo da perdere, se si vogliono evitare danni irreversibili. Di fronte a un simile scenario serve un approccio olistico per dare risposte utili, oltre che efficaci, alle emergenze ambientali.

Mentre i ghiacciai si sciolgono e sulla Marmolada si consuma una impressionante tragedia (l’Unesco teme che nel giro di alcuni decenni un terzo dei ghiacciai si scioglierà) e mentre il pianeta si sta affacciando sempre più sull’orlo del precipizio ambientale, i padroni del petrolio, in soli tre mesi, hanno ingigantito i loro profitti con circa 100 miliardi di dollari di utili. E, dopo l’invasione dell’Ucraina, in conseguenza della crisi degli approvvigionamenti il settore del «fossile» si rilancia, anziché riconvertirsi alla produzione di energie rinnovabili.

La Biodiversità

Le temperature anomale, il riscaldamento globale, la siccità, la desertificazione, la scarsità dell’acqua, il ritiro dei ghiacciai, il cambiamento climatico sono la testimonianza sempre più evidente di come le attività umane stiano infliggendo alla terra danni irreparabili, tra i quali la perdita gravissima di biodiversità, che è essenziale per la vita dell’uomo sul pianeta.

In una omelia domenicale, in occasione della Giornata per la salvaguardia del Creato promossa dalla Conferenza episcopale italiana di un decennio fa, ho ascoltato l’invito ai fedeli di rispettare la madre Terra. Facendo richiamo alle parole del sacerdote e filosofo Raimon Panikkar che in un suo scritto del 1991 invocava la riconciliazione tra l’uomo e la terra, si raccomandava in conclusione, in quella omelia, di rispettare la bellezza della natura, di non offenderla, non inquinarla, non distruggerla, non deturparla con la nostra avidità e cupidigia. Si raccomandava di maturare una coscienza ecologica per non sciupare la casa comune, che è il pianeta sul quale viviamo, e di liberarci dall’egoismo, principale causa dello sfruttamento della terra e dei disastri ambientali.

I lavori della Conferenza nazionale convocata dal ministero dell’Ambiente prevedevano, già nel dicembre del 2013, di dare una risposta agli attuali «conflitti ambientali» e di promuovere una nuova consapevolezza dei vantaggi derivanti dalla biodiversità e dai servizi ecosistemici e dei costi della loro perdita. Con la consapevolezza che la biodiversità sostiene tutti i servizi ecosistemici, i quali sostengono, a loro volta, il sistema economico, riprendeva rilevanza il concetto di sostenibilità ambientale, introdotto dalla Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo Vertice della Terra, a Rio de Janeiro in Brasile, nel 1992, come percorso dello Sviluppo Sostenibile.

La sostenibilità

Arrestare il riscaldamento globale non è utopia. La sostenibilità uno dei pilastri per la crescita.

Si tratta di accelerare la transizione ecologica, di promuovere investimenti, azioni e interventi di sviluppo rispettoso dell’ambiente: un modello di sviluppo fondato sul rispetto per il futuro.

La sostenibilità è, perciò, la condizione di uno sviluppo capace di soddisfare i bisogni della generazione presente e di consentire alle generazioni future di realizzare i propri. La sostenibilità definisce, cioè, un nuovo modello di società, che pone a base dei suoi obiettivi e delle sue azioni maggiore responsabilità in termini non solo sociali ed economici, ma anche ambientali per evitare il collasso dell’ecosistema terrestre.

I limiti del pianeta sono reali e, nel 2015, gli Stati membri della Convenzione-quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, con l’Accordo di Parigi hanno stipulato un trattato internazionale per la riduzione, a decorrere dal 2020, di emissione di gas serra e per l’attuazione di un’Agenda 2030 di uno sviluppo sostenibile e di una economia circolare.

Vivere in modo sostenibile

La sostenibilità rischia, però, di svuotarsi di contenuto. Abbiamo un’unica Terra e abbiamo l’obbligo di conservarla, proteggendola. È il monito che arriva dalla Giornata mondiale dell’ambiente 2022. Nell’unica «casa» in cui viviamo, dobbiamo vivere in modo sostenibile e in armonia con la natura, salvaguardando le risorse.

Lo stile di vita e i piccoli e grandi gesti concreti

Con le temperature anomale di quest’estate, in molti hanno cambiato la meta della loro vacanza; insieme all’itinerario hanno cambiato anche il calendario e il modo di viaggiare. Sono andati alla ricerca di emozioni alla scoperta della natura, come nella passeggiata ecologica, il 22 maggio 2022, a San Paolo Albanese, alla scoperta della peonia peregrina del Monte Carnara, banxhurna ka Karnara.

C’è chi ha incominciato a immaginare un futuro differente, ad esercitarsi alla gratificazione intima di riuscire ad azzerare lo spreco con piatti in cui non si butta via niente, ad allevare api, a piantare alberi maestri, a riempire di piante le scuole per migliorare la qualità dell’aria, la socialità e il benessere psicofisico degli alunni.

Nella «tre giorni di discussione e di confronto su come riformare gli strumenti globali per affrontare il cambiamento climatico» organizzata dalla prima Conferenza delle Dolomiti, lo scorso ottobre, tra Bolzano e Trento, alcuni esperti hanno proposto di «metter in campo progetti pilota nei territori cittadini di piccole dimensioni dove è più facile agire, in modo da creare l’effetto emulazione», e di affrontare «la sfida climatica nelle sue diverse declinazioni: dalla transizione energetica alla mobilità, dallo sviluppo sostenibile delle città a quello del settore agrifood, dal ruolo della finanza a quello dei media e del mondo universitario e della ricerca, approfondendo la dimensione politica e geopolitica della lotta al surriscaldamento globale».

La cura del territorio

Per evitare il collasso dell’eco-sistema e del socio-sistema, Giovannini, il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, nell’intervento al Forum sulle Aree Interne 2022, a Benevento, nel maggio scorso, ha indicato come indispensabile la cura del territorio e ha sostenuto che la sostenibilità è alla base delle scelte per investimenti in opere pubbliche e sistemi di mobilità; «Le infrastrutture, o sono sostenibili sul piano ambientale e sociale, o sono inutili».

Prende, così, valore la rete viaria secondaria a servizio delle aree interne, che non sono più considerate marginali, anzi «vengono scoperte nelle loro risorse ambientali, paesaggistiche, culturali», come dice il sociologo Vito Teti nel suo libro «La restanza». C’è bisogno, suggerisce Teti, «d’inventare il villaggio, le origini, la piccola patria come luogo di una diversità da recuperare».

L’indispensabile sostenibilità della quotidianità

Agli inizi di questo mese di novembre, al festival «C’è più Gusto a Bologna», dove si parla del settore alimentare, di cultura del cibo e di creatività nell’incrociare l’esperienza umana con la natura, il direttore di «Repubblica», Maurizio Molinari, introducendo il dibattito con gli Chef, fa richiamo alla «Conoscenza e responsabilità per una sostenibilità più efficace». Parla di sostenibilità come parola abusata e dice: «Non c’è sfida più difficile, perché questo significa occuparsi dei dettagli nella produzione, della distribuzione e dell’alimentazione, anche nella scelta degli ingredienti». Lo chef Chicco Crea aggiunge: «La forza sta nel coniugare conoscenza, responsabilità e persone» e Ferrua sottolinea che la sostenibilità «è e dev’essere quotidianità».

Cambia il clima, cambia la domanda

Dai numeri della stagione estiva 2022, presentati nel corso del convegno organizzato da Faita-Federcamping alla fiera di Rimini, emerge un «boom del turismo open air». Turisti sempre più numerosi, ormai, preferiscono fare vacanza liberi, autonomi e a contatto con la natura; preferiscono viaggiare, stare all’aria aperta, andare a riposarsi in campagna, in località rurali, ospitati in strutture dove la loro sostenibilità ambientale sia rispettata.

Camminare per stare in salute

L’ha chiamata «la maratona che ti cura» quella corsa giorni addietro a New York. Così la definisce la giornalista Emanuela Audisio, che attribuisce al «più grande raduno di massa dell’umanità» lungo i 42 chilometri e 195 metri di percorso a piedi il compito di riaprire le porte al grande respiro, a una fuga esistenziale che fa bene a se stessi e agli altri, dentro la quale s’impara «a stare in salute».

La mobilità sostenibile

È quella di chi si muove a basso impatto ambientale. È quella che riduce negli spazi urbani la presenza degli autoveicoli privati; quella che favorisce il camminare a piedi, il movimento in bicicletta o con l’autobus, con il tram, con la metro. Si sta diffondendo, oggi, l’uso dell’auto elettrica ed inizia ad entrare in uso anche il mezzo di trasporto privato condiviso: il car pooling e il car sharing. Integrando le diverse modalità e ricorrendo, a supporto, all’uso di tecnologie dell’informazione si possono ottenere importanti riduzioni di traffico, un significativo abbassamento dell’inquinamento e un salutare miglioramento della qualità della vita delle persone.

Progetti pilota di mobilità sostenibile

Nelle città come nei piccoli centri, mobilità sostenibile è un obiettivo che sta coinvolgendo interessi, investimenti, idee, piani e programmi di mobilità scolastica, progetti pilota e soluzioni innovative, come: «La tangenziale dei bambini» a Casalmaggiore in provincia di Cremona, «I percorsi sicuri casa-scuola» del Comune di Padova, il servizio «Pedibus» per i bambini di Diano Marina in provincia di Imperia, il «Pedibus Millepiedini» di Mantova, le linee Bucaletto-Rossa e Bucaletto-Gialla del Pedibus di Potenza e molti altri in tutta Italia. Ci sono, ancora, programmi di mobilità sostenibile e di valorizzazione turistica delle aree interne con «i treni storici tra identità e paesaggio», attrattiva turistica fondata su «percorsi esperienziali che partendo dai luoghi, dai valori, dai patrimoni identitari, dai paesaggi, siano in grado di costruire e/o riproporre risorse e itinerari “altri” legati alla tradizione locale».

 

Annibale Formica