Contro la spazzatura selvaggia… la spina

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foto V. Stano
foto di repertorio VG

I distributori alla spina per detersivi, acqua, latte ecc. sono un efficace freno al dilagare delle confezioni e quindi un rimedio per l’aumento vertiginoso dei rifiuti ma anche un secco risparmio economico

Il sud sommerso dalla spazzatura e imbrigliato in questioni ataviche per quanto attiene la gestione del piano rifiuti.
La Campania a cui era stato attribuito il primato negativo sullo smaltimento rifiuti, pian piano sta ritornando a condizioni di normalità, grazie al programma straordinario messo in atto dal Governo.
Certamente per ottimizzare i risultati raggiunti è fondamentale il supporto delle istituzioni locali con la fattiva collaborazione delle associazioni ambientaliste e dei cittadini (tutti). Una grande opera di sensibilizzazione con una massiccia campagna pubblicitaria è stata avviata grazie alla collaborazione di artisti e personaggi illustri nella regione partenopea.
In questi giorni purtroppo un’altra regione del sud, la Sicilia, vive momenti di grande tensione per quanto attiene la gestione dei rifiuti, Catania e la sua provincia sono sommersi dalla spazzatura, in città le condizioni igienico sanitarie sono pessime, la situazione economico finanziaria del capoluogo etneo è prossima al dissesto.
Ma cosa si può fare per uscire fuori da questa condizione di stallo in cui ci ritroviamo? oltre alle ormai note questioni che attengono la collocazione dei Termovalorizzatori e una «concreta» raccolta differenziata, credo possiamo fare qualcosa in aggiunta, un articolo a firma di Francesco Dente apparso su un settimanale qualche mese fa ci suggerisce l’utilizzo di Detersivi e altri liquidi «alla spina».

Le prime ad aprire il rubinetto sono state il Piemonte, il Lazio e la provincia di Reggio Emilia. Nelle prossime settimane sarà la volta dell’Umbria. Entro fine anno partirà la Puglia. Rubinetti da cui sgorgano detersivi, detergenti, vino e anche acqua frizzante. Non è l’ultima trovata degli ipermercati per invogliare i consumatori, ma il risultato degli accordi che alcune regioni hanno stretto con la grande distribuzione per incoraggiare la commercializzazione di prodotti alimentari o per l’igiene alla spina o comunque sfusi. Gli ultimi due dispenser sono stati inaugurati a Collegno, in provincia di Torino, e a Frosinone. Iniziative, queste dei distributori alla spina, partorite negli uffici degli assessorati regionali all’Ambiente.
Le intese, nate con l’intento di dare un taglio alla produzione di rifiuti, potrebbero segnare l’inizio di una nuova stagione non solo dell’ambientalismo quanto, soprattutto, del welfare locale. Grazie al riutilizzo dei flaconi per il detersivo (cioè fin quando non si rompono), le famiglie italiane hanno l’opportunità di beneficiare di un abbattimento dei costi della spesa. Una riduzione che, a seconda dei prodotti e degli ipermercati, oscilla fra il 10 e il 30 per cento. Margini di risparmio niente affatto irrilevanti. Specie in questo momento segnato dal rincaro dei prodotti e dalla ripresa dell’inflazione. I prodotti alla spina sono una soluzione caro-vita utile per tutti i cittadini e non solo per gli anziani con basso reddito (come ipotizzato invece dal capo del dicastero dell’Economia).
L’utilità dei dispenser è di evidenzia immediata: basta pensare ai benefici che possono trarre le famiglie numerose. Perché la spesa alla spina diventi una misura universale, occorrerebbe ampliare il ventaglio dei prodotti e soprattutto la possibilità di effettuarla dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
Al momento, infatti, è un’opportunità solo per i consumatori del Piemonte, Lazio, Umbria e parte dell’Emilia. Non mancano tuttavia iniziative simili (circa 200 self discount) avviate autonomamente dalla grande distribuzione anche nelle regioni che non hanno stretto intese. E intanto alcune aziende private si stanno lanciando su questo mercato innovativo come la A.Q.system o Millebolle Point del saponificio Chizzoni.
Numeri ridotti, certo (22 punti vendita per detersivi in Piemonte, 11 nel Lazio, 8 in Umbria), che potrebbero crescere se lo Stato e le Regioni sostenessero i costi per l’installazione dei dispenser o introducessero agevolazioni fiscali. I risultati per le tasche dei cittadini non tarderebbero a farsi sentire. Sul piatto della bilancia, invece, ci sono già i benefici ambientali. In Piemonte, nei primi 18 mesi (dati aggiornati al 30 giugno) sono stati venduti 253.000 litri di detersivo sfuso, riutilizzati 154.000 flaconi (pari al 61% di quelli acquistati la prima volta) e prodotte in meno 9,2 tonnellate di polietilene e 5,1 di cartone.
Un circolo virtuoso di tutela dell’ambiente che non finisce qui. La mancata produzione di polietilene e dei cartoni si traduce, a sua volta, nel risparmio di 38,7 milioni di litri di acqua, 397 megawattora di energia elettrica e in un taglio delle emissioni di CO2 pari a 25,8 tonnellate.
Questo suggerimento va indirizzato sopratutto alle grandi imprese e aziende, le quali grazie al virtuoso programma di Sensibilizzazione Ambientale, certificato e attestato nel nostro paese, godono di sostanziali benefit anche in termini economico/finanziario.

(Carmelo Nicoloso, Pro Natura)
(23 Settembre 2008)