Greenpeace: «Non è sicura la centrale nucleare Enel di Mochovce»

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Nelle oasi Wwf e nelle riserve dello Stato vivono specie che la scienza non conosce. Le ultime scoperte svelano «nuove» farfalle, tartarughe, cavallette

Stando al Millennium Ecosystem Assessment (la valutazione sugli ecosistemi voluta dall’Onu), dagli anni 50 l’Europa ha perso oltre la metà delle zone umide e dei terreni agricoli a più alto valore naturalistico, mentre sono seriamente minacciate di estinzione altissime percentuali di uccelli (43%), lepidotteri (45%), anfibi (30%), rettili (45%), pesci di acqua dolce (52%) oltre che circa 800 specie vegetali.
Ma ci sono luoghi in cui la vita va avanti. Dalle Oasi Wwf (35.000 ettari di natura protetta su tutto il territorio italiano), e dalle Riserve naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato (altri 90.000 ettari) la scoperta nell’ultimo anno