Arpa Toscana – Uno strumento autorevole per il buon governo dell’ambiente

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L’Arpa lavorerà per rafforzare i rapporti istituzionali con la Regione, le Province, i Comuni, gli altri enti pubblici competenti nelle materie dell’ambiente. Integrazione delle politiche, coerenza, misurazione, apertura, partecipazione, efficacia saranno i principi che guideranno l’Agenzia nei compiti che le sono propri, di supporto alle politiche di prevenzione e protezione dell’ambiente, anche in relazione alla tutela della salute

Si è tenuta l’11 ottobre 2005, presso i locali direzionali Arpat, la presentazione ufficiale del nuovo direttore generale dell’Agenzia: Sonia Cantoni, nominata nel mese di settembre dal Presidente della Regione Claudio Martini. Laureata in Scienze agrarie, ha percorso il suo cammino formativo in campo ambientale presso diverse amministrazioni pubbliche locali e regionali. È stata direttore del Dipartimento «Strategie integrate, promozione e comunicazione della sostenibilità» presso l’Appa-Apat, ha svolto attività di ricerca e docenza nel campo ambientale, presso l’università della sua città natale, Milano.
Durante la conferenza stampa, la nuova direttrice ha illustrato le linee guida del programma triennale che verrà formulato a breve con la Regione. L’Agenzia lavorerà per rafforzare i rapporti istituzionali con la Regione, le Province, i Comuni, gli altri enti pubblici competenti nelle materie dell’ambiente. Integrazione delle politiche, coerenza, misurazione, apertura, partecipazione, efficacia saranno i principi che guideranno l’Agenzia nei compiti che le sono propri, di supporto alle politiche di prevenzione e protezione dell’ambiente, anche in relazione alla tutela della salute. Particolare rilievo sarà dato allo sviluppo del modello e-government, per una migliore circolarità delle informazioni all’interno e all’esterno dell’Agenzia. «Ho trovato un’Agenzia importante e ben strutturata – ha dichiarato a fine conferenza Sonia Cantoni -, con numerosi centri di eccellenza a livello nazionale. Ci auguriamo di mantenere elevato il livello di qualità, soprattutto a causa delle scarse risorse, per questo bisognerà massimizzare le energie e collaborare con i vari attori per evitare di sovrapporsi. E ribadendo il suo impegno a promuove a tutti i livelli l’applicazione concreta del principio europeo – chi inquina paga -, che già in qualche settore consente all’Agenzia di vedere remunerate le nuove attività di controllo e di supporto tecnico istruttorio, con costi che non vanno a pesare sulla parte pubblica.
Arpat ha acquisito in questi anni un crescente grado di autorevolezza tecnico-scientifica. Anche grazie al suo buon operato, si trova oggi a rispondere ad una domanda di conoscenza e di controllo quanto mai forte e consapevole, da parte delle istituzioni, dei cittadini, delle parti sociali, delle imprese che giocano la carta della qualità. Il contesto economico, sociale, normativo di riferimento si presenta peraltro, a livello Paese, dominato da incertezze e criticità. Il 2005 ha visto l’Agenzia impegnata in un processo di profonda ristrutturazione interna, appena concluso, con la prospettiva di una modifica alla legge istitutiva, oggi all’attenzione della Giunta Regionale. E’ questo un momento importante, anche a livello nazionale, perché è in discussione la definizione da parte del Governo dei testi unici che dovranno far seguito alla legge delega in materia ambientale. In attesa che le modifiche del quadro di riferimento si concretizzino, l’Agenzia lavorerà per rafforzare ulteriormente i rapporti istituzionali, con la Regione, le Province, i Comuni, gli altri enti pubblici competenti nelle materie dell’ambiente. L’occasione sarà data dalla definizione del programma di lavoro per il 2006, che, oltre che seguire gli indirizzi forniti dalla Regione, sarà il frutto di un confronto costruttivo sia con le amministrazioni locali, che con le aziende sanitarie locali, le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali, le associazioni ambientaliste e dei consumatori.
Integrazione delle politiche, coerenza, misurazione, apertura, partecipazione, efficacia sono i principi del buon governo, anzi, della «buona governance» toscana, che guidano l’operato dell’Agenzia, nei compiti che le sono propri, di supporto alle politiche di prevenzione e protezione dell’ambiente, anche in relazione alla tutela della salute. Arpat svolge la funzione essenziale di controllo (essenziale per comminare sanzioni e per prevenire), ma anche le attività tecnico-scientifico utili alle decisioni di Regione ed Enti locali e alla conoscenza di tutti i cittadini.

Le aree di eccellenza Arpat – Con i suoi dieci dipartimenti, i servizi sub-provinciali e quelli locali, ha sviluppato nei vari settori di competenza tecnico- scientifica eccellenze ormai riconosciute a livello nazionale ed internazionale. Nel controllo dell’inquinamento delle risorse idriche Arpat ha svolto un ruolo di riferimento per il sistema agenziale nell’ambito dei Centri Tematici Nazionali; in materia di controllo delle aree marino costiere è impegnata a livello italiano (per la Regione e per il Ministero) ed a livello internazionale (sia per la Commissione europea che per la Fao) in un ampio numero di progetti, che vengono svolti utilizzando, tra l’altro, il battello Poseidon per il monitoraggio delle acque anche in mare aperto. Nel settore della protezione delle aree umide Arpat è inserita in progetti europei per lo studio delle stessa e la loro conservazione, con particolare riferimento al Lago di Massaciuccoli, alla Laguna di Orbetello e il lago di Burano. Arpat, su incarico della Regione, ha costituito a Livorno un Centro per la verifica degli strumenti utilizzati in sede di monitoraggio della Qualità dell’Aria, uno dei primi in Italia. Inoltre i laboratori di Firenze e Massa sono, da anni, specializzati nella individuazione dei microinquinanti (diossine, furani, ecc.) e rappresentano riferimenti accreditati nell’ambito del sistema qualità. Nel settore dell’inquinamento acustico Arpat sta sviluppando una serie di progetti europei per l’implementazione di metodi utili alla mappatura acustica e alla validazione di modelli matematici di previsione dell’esposizione al rumore della popolazione. Per quanto attiene all’inquinamento da campi elettromagnetici l’Agenzia è leader nel sistema agenziale per la messa a punto delle metodiche di misura poi standardizzate in sede di Comitato Elettrotecnico Italiano. I Dipartimenti dell’Agenzia impegnati nell’attività di controllo delle matrici alimentari sono autorizzati dal ministero delle Politiche Agricole ad eseguire, per l’intero territorio nazionale, analisi ufficiali di olio e vino, oltre alla certificazione per l’esportazione del vino. La sezione regionale del catasto dei rifiuti è stata istituita presso Arpat, che opera in sinergia con l’Agenzia Regionale Recupero Risorse. L’Agenzia assiste inoltre gli Enti pubblici sia nel corso delle attività istruttorie, sia per le attività di controllo in campo, nelle aree interessate dalle operazioni di bonifica; si citano, tra i più rilevanti, i siti di interesse nazionale: Massa, Livorno, Piombino e Orbetello. Arpat è stata incaricata dalla Regione toscana di gestire gli aiuti previsti dal Docup 2000- /2006, diretti alle imprese artigiane e industriali per l’acquisizione di certificazioni in campo ambientale, di responsabilità sociale, per migliorare la qualità di prodotti e a processi.

Arpat e l’integrazione delle politiche – L’intenzione è di predisporre con la stessa Regione e con l’Agenzia Regionale Sanità un programma coordinato di attività che consenta di attuare il Protocollo di intesa a suo tempo predisposto. Qualità dell’aria in aree urbane, rumore, radon, amianto, radiazioni elettromagnetiche costituiscono nuovi elementi di particolare preoccupazione per i cittadini e per le istituzioni, campi ideali per un’osservazione concertata e mirata ad affrontare le nuove emergenze ambientali. Il tema dell’energia riveste particolare criticità nel sistema economico della nostra Regione, come dell’intero Paese. Con la stessa Regione e con l’Agenzia Regionale per l’Energia si propone di individuare iniziative congiunte; Arpat può mettere a disposizione l’esperienza in materia di controllo, analisi, valutazione e mitigazione degli impatti ambientali connessi con la produzione, la distribuzione, la trasmissione di energia. In tema di ambiente e territorio, proseguirà l’attività di supporto agli enti competenti nelle istruttorie tecniche per la VIA (valutazione di impatto ambientale) di grandi opere e infrastrutture (quali: TAV, III corsia dell’- Autostrada A1, la variante di valico), e nelle attività di controllo e monitoraggio delle prescrizioni individuate nelle singole autorizzazioni. Per queste ed altre attività di controllo, il confronto e (con un limite che purtroppo deriva dalle risorse che ciascuno ha a disposizione) la collaborazione con corpi specializzati, quali il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il Corpo Forestale dello Stato, la Guardia di Finanza sono auspicabili.
L’Agenzia è chiamata a svolgere una forte azione di controllo in materia ambientale, di garanzia di tutela per i cittadini, ma anche a fornire riferimenti certi alle aziende in un panorama legislativo certamente complesso e nello stesso tempo a collaborare per fornire, in sede autorizzativa, una risposta in tempi certi e compatibili con le necessità dello sviluppo. Accanto a queste attività, l’Agenzia dovrà rafforzare ancor di più la sua capacità di offrire soluzioni, anche innovative, per la mitigazione degli effetti negativi dell’inquinamento ed il risanamento ambientale e per dimostrare la convenienza anche economica della qualità ambientale. Va in questo senso l’attività di promozione e di supporto, presso le imprese, per l’introduzione di sistemi di gestione ambientale (es.: Emas, Iso 14001, Ecolabel, «acquisti sostenibili»).
A livello nazionale, Arpat lavora per il rafforzamento del sistema agenziale, con azioni concrete di supporto tecnico scientifico, confrontando e integrando programmi di intervento avviati nelle singole regioni e province. Le attività di gemellaggio avviate negli anni passati con l’Arpa Sicilia e rafforzate con altre agenzie a seguito della legge 93/01, hanno costituito una opportunità che è stata colta, ma che si intende sviluppare ulteriormente per aumentare l’efficienza del sistema nel suo complesso e, grazie alle sinergie, accrescerne l’autorevolezza. Individuare centri di eccellenza e condividere strategie di sviluppo, mettendo a fattor comune le proprie potenzialità, superare i localismi, rappresenta non solo una scelta di buon senso ma anche una esigenza alla luce delle crescenti difficoltà economiche in cui ci troviamo ad operare. ArpaT già partecipa a vari progetti europei del VI Programma quadro, in vari progetti Life e Interreg con importanti partner internazionali. Anche recentemente sono state presentate nuove proposte alla Commissione europea; l’auspicio è che lo sviluppo di queste attività (oltre a portare risorse economiche e a contribuire a risolvere problemi locali) possano anche trasferire ad altre realtà, su scala nazionale ed internazionale, le eccellenze del sistema toscano.

Misurare l’ambiente – E’ tra gli obiettivi prioritari dell’Agenzia quello di migliorare ed ampliare il patrimonio informativo gestito attraverso il Sistema informativo regionale ambientale (Sira) e di renderlo disponibile, anche attraverso il Portale internet (sira.arpat.toscana.it), a supporto dei processi decisionali della Regione e degli Enti locali e nei confronti dell’intera società Toscana.

Arpat per l’apertura e la partecipazione – L’Agenzia ricerca un rapporto stretto e di fiducia con i cittadini, a partire dall’ascolto delle loro esigenze e dalla divulgazione delle attività dell’Agenzia attraverso i vari canali dell’informazione e della comunicazione: gli Uffici per le relazioni con il pubblico, il numero verde, l’Ufficio stampa, il sito web (www.arpat.toscana.it), le newsletter ecc.. Rendere accessibili i «dati» è un dovere per l’Agenzia, ma anche una opportunità per condividere analisi e valutazioni con il mondo scientifico, con il quale sono già attive ed in cantiere importanti collaborazioni. Ma l’impegno dell’Agenzia, dovrà andare anche oltre, poiché fornire i dati e trasmettere le informazioni non basta: l’Arpat ha nel suo mandato anche il dovere istituzionale di lavorare in maniera determinante per una «cittadinanza consapevole e attiva», attraverso iniziative di educazione alla sostenibilità, secondo il principio della «lifelong learning» (l’apprendimento lungo tutto l’arco di vita dell’individuo).

Più qualità = più efficacia – L’accreditamento di numerose prove di laboratorio secondo la Iso
17025, tra cui, in particolare, le prove sugli alimenti e sulle acque, da parte del Sinal, il riconoscimento delle strutture laboratoristiche per gli alimenti da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, la certificazione Iso 9001 per le attività non analitiche, legate ai processi di informazione, comunicazione, educazione e formazione, costituiscono importanti risultati che occorre consolidare e ampliare entro il 2006. Si lavorerà per completare il programma di accreditamento delle prove di laboratorio per tutte le matrici ambientali e altresì per ampliare la certificazione Iso 9001 ai processi di emissione di pareri in sede autorizzativa ed ai processi di controllo ambientale mediante ispezioni e monitoraggi. La scelta della qualità, costosa almeno agli inizi per la sua implementazione, anche in termini di aggiornamento della strumentazione, faticosa per il cambiamento di approccio e di comportamento che impone agli operatori, a volte pesante per la documentazione che richiede, è irrinunciabile in una Agenzia che punta sulla autorevolezza delle prestazioni rese.
L’Agenzia si è distinta in questi anni per la grande professionalità degli operatori e per i risultati conseguiti, che ne hanno fatto un punto di riferimento a livello nazionale. L’Agenzia ha nel suo personale altamente qualificato la sua forza: la chiave per mantenere questa forza è la formazione continua, sia per tener conto dell’evoluzione tecnica e legislativa, che per portare sempre di più l’Agenzia ad essere capace di affrontare le problematiche ambientali secondo un approccio olistico. Una formazione che in Arpat, attraverso la sua Agenzia formativa, accreditata dalla Regione Toscana, è stata da sempre orientata anche all’esterno, soprattutto verso le amministrazioni pubbliche, ed aperta alle collaborazioni con Paesi esteri (sono state condotte esperienze di successo anche con Paesi del Nord Africa e dell’Est europeo), in linea con l’attenzione che la Regione Toscana riserva allo scambio di esperienze, alla valorizzazione, alla verifica del «modello toscano» anche in contesti internazionali. A fronte di una crescente domanda di prestazioni analitiche, di controlli, di supporto tecnico agli enti e di qualità, anche a seguito di una normativa ambientale enormemente cresciuta negli ultimi anni e spesso di derivazione comunitaria, assistiamo alla contemporanea «stretta» sui bilanci delle amministrazioni pubbliche. Ciò si rifletterà negativamente sul bilancio dell’Agenzia, su cui si abbatterà anche il costo del rinnovo contrattuale della dirigenza. Occorrerà stringere «la cinghia», ottimizzare le risorse laboratoristiche e massimizzare le potenzialità, evitando le duplicazioni, attivando un efficace sistema di controllo di gestione, proseguendo così sulla linea già impostata dalla precedente direzione. Nel contempo, si cercherà di concordare con i committenti istituzionali una razionalizzazione dei programmi e delle attività, in funzione delle priorità di interesse istituzionale. L’intenzione è poi di promuovere a tutti i livelli l’applicazione concreta del principio europeo «chi inquina paga», che già in qualche settore consente all’Agenzia di vedere remunerate le nuove attività di controllo e di supporto tecnico istruttorio, con costi che non vanno a pesare sulla parte pubblica.

(Fonte Arpa Toscana)