Che aria respiriamo nelle nostre abitazioni

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– Per saperne di più – Una ricerca del Cnr – I rischi in casa

Casa dolce casa a volte è una paurosa e tragica bugia e non per i rapporti familiari ma per le condizioni ambientali. Rumore, radon, campi magnetici, detersivi, pitture, mobili… tutto contribuisce a rendere l’inquinamento indoor una fonte di pericolo e di malessere.
A questi temi sarà dedicato il Caffè Scienza, «Aria di casa», che si svolgerà a Molfetta (Bari) il 18 marzo presso Fashion District.

Quando si discute di inquinamento atmosferico si è portati sempre a pensare agli ambienti esterni (urbani e/o industriali) ma si è meno consapevoli dell’importanza degli ambienti confinati o indoor, nonostante ciascun individuo trascorra l’80-90% del proprio tempo all’interno di edifici pubblici e abitazioni residenziali e circa l’8% all’interno di mezzi di trasporto.
La qualità dell’aria indoor è influenzata dalla qualità dell’aria esterna e dalla presenza di fonti di inquinamento chimico , fisico e biologico, collegate sia alle attività che si svolgono nei diversi ambienti (quali fumare, cucinare, riscaldare l’ambiente) sia alla presenza di fonti di emissione specifiche (colle, vernici, prodotti per la manutenzione e la pulizia della casa, strutture e materiali da costruzione, etc.).

Il ridotto volume degli ambienti che impedisce un efficace diffusione delle emissioni e la durata dell’esposizione amplificano gli effetti di questo fenomeno sulla salute. Per la riduzione dei rischi correlati dalle generali sensazioni di malessere, all’acuirsi dei fenomeni allergici, fino alle più pericolose forme tumorali, possono svolgere un ruolo determinante la conoscenza delle principali fonti di inquinamento e le buone pratiche di comportamento.
La problematica, di forte attualità, verrà affrontata durante il secondo dei quattro Caffè Scienza dal titolo «Aria di Casa» organizzati dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari in collaborazione con il Trimestrale di Ecologia «Villaggio Globale», in programma il 18 marzo p.v. a Molfetta, alle 18,30, presso il Fashion District.

Introdurrà la discussione il dott. Gianluigi de Gennaro, del Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari, che coordina progetti di ricerca sui fenomeni di inquinamento indoor, tra cui uno recentemente finanziato dalla Regione Puglia; interverranno tra gli altri, l’arch. Laura Rubino bioarchitetto dell’Inbar (Istituto Nazionale di Bioarchitettura) che porrà l’attenzione sulle soluzioni ecosostenibili per la progettazione di ambienti interni e il prof. Luigi Macchia, del Dipartimento di Clinica Medica, Immunologia e Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Bari che affronterà gli aspetti sanitari correlati agli effetti sulla salute indotti da quello che negli Stati Uniti viene definita la Sick Building Sindrome, ossia la Sindrome del Palazzo Malato.
Aprirà il dibattito, che sarà coordinato dal dott. Ignazio Lippolis, direttore della rivista scientifica «Villaggio Globale», il Sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini.

La serata è patrocinata da Comune di Molfetta, Agenda XXI Molfetta, Assessorati all’Ecologia e Assetto del Territorio della Regione Puglia.
Questo incontro fa parte delle iniziative patrocinate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito della XVI Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica.

Sponsor è la Ditta Adriatica Legnami. Fashion District ospita l’iniziativa.