Dalla Calabria una ricerca sull’alga tossica

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Si tratta dell’«Ostreoptis Ovata», ossia dell’alga marina tossica, che ha effetti anche sulla salute dell’uomo

L’Arpacal ha partecipato al progetto nazionale che prevede uno studio sull’«Ostreoptis Ovata», ossia dell’alga marina tossica, che ha effetti anche sulla salute dell’uomo, di cui alcuni fenomeni sono stati riscontrati in alcune regioni tirreniche e adriatiche italiane.
Da oggi, grazie a questo progetto, Arpacal è i grado di campionare, classificare e determinare le alghe tossiche e le potenziali biotossine.

Il monitoraggio sull’alga tossica e l’analisi sulla qualità del mare calabrese sono stati seguiti Angela Diano, dirigente del Dipartimento provinciale di Reggio Calabria, che ne ha relazionato durante il Forum organizzato da Arpacal.
Il ruolo di Arpacal nella caratterizzazione dei fondali delle aree portuali, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e l’Autorità Portuale, è stato l’argomento dell’ultima relazione nell’ambito del Primo Forum sulla balneazione, nel corso della quale è stato illustrato il compito dell’agenzia ambientale calabrese nella movimentazione dei sedimenti marini. L’Arpacal, infatti, ha il compito di attivare una specifica classificazione e indicando prescrizioni specifiche agli enti gestori dei porti, per far sì che i sedimenti che vengono prelevati dai fondali siano correttamente usati per il ripascimento delle coste colpite da fenomeni di erosione costiera.