Ecco tutti i mali dell’eccessivo rumore

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C’è una notevole evidenza di effetti avversi del rumore sulla comunicazione, sulla capacità di apprendimento a scuola dei bambini, sul sonno e sull’umore, sull’app. cardiovascolare e sulla diminuzione dell’udito

La nostra vita è sempre più immersa nel rumore urbano. Si tratta di una forma di inquinamento alla quale in genere si presta poca attenzione e che in realtà ha effetti negativi sulla salute, in particolare di soggetti più deboli come i bambini. Arpat news pubblica sull’argomento la sintesi di un contributo di Gaetano Marchese dell’UO Igiene e Sanità Pubblica della Asl di Firenze (disponibile in versione integrale su Intranet nella sezione Documentazione).

I trasporti sono la principale sorgente di inquinamento acustico nelle città mediograndi dell’Unione Europea, e soprattutto in quelle italiane. Se si escludono le persone che vivono nei pressi di aeroporti e linee ferroviarie, il traffico stradale risulta la maggiore causa di esposizione umana al rumore. C’è stato negli ultimi due decenni un aumento costante e rilevante dei livelli di rumore rilevati nell’ambiente urbano, dovuto in gran parte all’incremento del numero di veicoli circolanti, al numero di Km percorsi ed alla più alta velocità. L’evidenza scientifica di effetti sulla salute si è accresciuta.
C’è una notevole evidenza di effetti avversi del rumore sulla comunicazione, sulla capacità di apprendimento a scuola dei bambini, sul sonno e sull’umore, sull’app. cardiovascolare e sulla diminuzione dell’udito. La parola è comprensibile per intero con livelli di rumore di fondo intorno a 45 dB LAeq. Sopra i 55 dB LAeq è necessario alzare il tono della voce. Questo livello di fondo interferisce con la capacità di concentrazione e l’aumento del tono della voce la rende meno comprensibile.
Nelle aule scolastiche e nelle sale congressuali il rumore di fondo dovrebbe essere di 10 dB LAeq più basso rispetto alla voce dell’insegnante o dello speaker. Il rumore può disturbare il sonno a causa di difficoltà ad addormentarsi, riduzione della fase di sonno profondo, aumento dei risvegli ed effetti avversi dopo il risveglio come affaticamento e deficit delle prestazioni. Questi effetti si possono evitare se i livelli sonori nell’ambiente indoor sono mantenuti sotto i 30 dB LAeq di livello di fondo, oppure con livello di picco max sotto 45 dB LAeq. I bambini esposti per lungo tempo al rumore del traffico stradale ed aereo hanno mostrato deficit di apprendimento della lettura, di attenzione e di abilità nella risoluzione di problemi. Il rumore può interferire con le attività mentali che richiedono molta attenzione, memoria ed abilità nell’affrontare problemi complessi.
Le strategie di adattamento (come regolare o ignorare il rumore) e lo sforzo necessario per mantenere le prestazioni sono state associate ad aumento della pressione arteriosa e ad elevati livelli ematici degli ormoni legati allo stress. La reazione di fastidio aumenta ampiamente in base ai livelli di rumore; la maggior parte degli esseri umani risulta moderatamente infastidita a 50 dB LAeq ed in modo preoccupante a 55 dB LAeq. Solamente 1/3 delle sensazioni di fastidio sono dovute ai livelli di rumore, infatti vari altri fattori influenzano la reazione al rumore; il rumore che è composto anche da basse frequenze o accompagnato a vibrazioni ed il rumore che ostacola le varie attività sociali, risultano più fastidiosi di altri tipi di rumore.
C’è un evidenza sempre maggiore che mostra un effetto del rumore sulla insorgenza della cardiopatia ischemica e l’ipertensione, a livelli compresi fra 65 e 70 dB LAeq. La percentuale fra i vari fattori di rischio, che sono alla base di tali patologie cardiocircolatorie, è piccola, ma dal momento che una larga fetta di popolazione, soprattutto in Italia, è esposta a tali livelli di rumore, questo potrebbe avere una grande importanza nel campo della sanità pubblica e della prevenzione. Il rumore elevato aumenta i comportamenti aggressivi sui soggetti predisposti e sopra 80 dB LAeq si riducono i riflessi istintivi in risposta a situazioni di pericolo. Il rumore elevato può causare diminuzione dell’udito, anche se questo rischio si può considerare trascurabile per la popolazione generale, se esposta a livelli di rumore sotto i 70 dB LAeq, per 24 ore al giorno. Tale rischio è invece reale, e la situazione si presenta preoccupante, in riferimento ad attività ricreative e di svago (ad es. le discoteche), che interessano larghe fasce di popolazione giovanile; dalle poche indagini effettuate all’interno di discoteche italiane, si evidenzia il frequente superamento dei limiti di immissione acustica (95 dB LAeq e 103 dB LAmax) previsti dalla normativa in Italia.