L’Arpat al gruppo di lavoro dell’Ocse

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Di particolare interesse per l’Arpat è stato il tema «Ambiente e salute», visto con gli occhi degli economisti

Tra i gruppi di lavoro dell’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che comprendono rappresentanti provenienti da 30 paesi di tutto il mondo dagli Usa al Giappone, dal Messico a quelli europei (i paesi industrializzati ad economia di mercato e democrazia matura), quello sulle politiche ambientali nazionali si è riunito a Roma il 3 e 4 ottobre per discutere numerosi documenti in corso di definizione su temi in agenda quest’anno.
Su invito del chair del gruppo, Aldo Ravazzi (anche vice chair dei gruppi ambiente e trasporti e degli esami economico-ambientali e dirigente del Ministero dell’Ambiente), Arpat, attraverso Gaetano Licitra, Responsabile del Settore tecnico Promozione Produzione Attività e Servizi, ha potuto partecipare a questo importante evento.
La delegazione italiana all’incontro era guidata da Paolo Soprano del Ministero dell’Ambiente e da Maria Dalla Costa di Apat, che ha ospitato l’evento. Rappresentanti dei Ministeri dell’Economia, degli Affari Esteri e dello Sviluppo Economico (prima Attività produttive) oltre che di Istat, Isae e Università di Roma completavano la delegazione, coprendo il ventaglio delle competenze necessarie a trattare i vari temi all’ordine del giorno. Sono stati affrontati e discussi documenti, in fase di rapporto finale, sui seguenti temi:
? I comportamenti domestici (modelli di consumo) e le politiche ambientali;
? Green Public Procurement;
? Data base internazionale sugli strumenti economici (fiscali, incentivi/sussidi, creazione di mercati, permessi di emissione, ecc.) per le politiche ambientali;
? Ambiente e Salute;
? Riforma della legislazione ambientale;
? Controlli ispettivi a garanzia del rispetto delle norme ambientali.

I due giorni di incontri hanno dato l’opportunità alle delegazioni di contribuire ad arricchire di contributi i documenti predisposti dal Segretariato dell’Ocse, ma anche di condividere le esperienze dei vari paesi.
Tali contributi verranno poi riportati all’interno stesso dei documenti, per diffondere le esperienze e le buone pratiche messe in atto.
Per la delegazione italiana è stata l’occasione per creare e rinsaldare la collaborazione tra istituzioni che, seppure con ruoli e mandati diversi, si occupano dei temi ambientali con lo spirito comune di far crescere il sistema Paese.
Confronti di carattere internazionale, e di un certo livello, come questo, sviluppano al meglio le condizioni per connettere la definizione delle politiche e la pianificazione delle azioni con le componenti tecnico-scientifiche ed operative.
Di particolare interesse per l’Arpat è stato il tema «Ambiente e salute», visto con gli occhi degli economisti. È stata sottolineata l’importanza delle analisi costi benefici delle azioni, ma anche delle inazioni rispetto a temi quali l’inquinamento acustico ed atmosferico.
Sono emersi i benefici effetti previsti dell’implementazione della direttiva Reach in termini di risorse anche economiche risparmiate, prevenendo piuttosto che intervenendo a posteriori per azioni di risanamento.
Nell’ambito della presentazione del rapporto relativo al progetto «Salute dei bambini» dell’Ocse sono stati presentati i piani nazionali «Ambiente e salute del bambino» di Corea e Spagna, oltre le esperienze di Gran Bretagna, Francia e Canada, che saranno oggetto di specifici capitoli del rapporto finale. Di rilievo i risultati presentati in questo contesto dal Governo Spagnolo relativamente al rapporto tra malattie respiratorie e inquinamento acustico, effetti determinati dalla particolare reazione dei bambini al rumore (eccesso di produzione di cortisolo).

È stato discusso inoltre l’avvio di un progetto sull’attuazione dei controlli ambientali da parte di cinque agenzie ambientali (europee e non) e sulla loro organizzazione. Il Ministero dell’Ambiente ed Apat valuteranno la fattibilità di una concreta partecipazione al progetto, che potrà dare rilievo alle attività del sistema agenziale e al suo forte sviluppo degli ultimi anni, confrontando le prestazioni con quelle di altre agenzie di recente creazione nei paesi emergenti, ma anche con quelle di maggiore storia ed esperienza.
I rapporti finali e i documenti saranno disponibili attraverso i canali ufficiali dell’Ocse ed il suo sito.

(Fonte Arpat)