L’evoluzione dell’inquinamento da intrusione salina nell’acquifero murgiano

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II territorio della Puglia, regione arida e sitibonda, non possiede sufficienti risorse idriche per soddisfare le necessità idriche, per cui gli schemi idrici realizzati negli anni hanno soddisfatto tali necessità, prelevando acqua dalle regioni limitrofe. L’unica risorsa idrica presente in grande quantità è quella sotterranea (Cotecchia, 1971). Infatti grazie alla natura del terreno (principalmente calcareo con indici di fessurazione e fratturazione anche notevoli) una certa quantità d’acqua piovana, (circa il 20), si infiltra nel terreno e rimpingua la falda freatica presente nel territorio (Troisi & Vurro, 1987).
Gli acquiferi sono un enorme serbatoio sotto le nostre case, i nostri campi; essi sono governati da condizioni di equilibrio dinamico nel rispetto delle leggi di moto: l’acqua piovana arriva in falda, poi scorre secondo le direzioni di flusso, giunge al mare dove si disperde.
Negli ultimi anni questo equilibrio è stato forzato attraverso una enormità di prelievi autorizzati e non, senza alcuna programmazione e/o pianificazione territoriale. Tali prelievi, in diverse zone, sono mediamente superiori alla quantità di ricarica naturale, per cui i livelli della falda sono andati via via diminuendo (Cotecchia, 1979). Tra l’altro una buona parte degli acquiferi sono di origine costiera, cioè l’acqua dolce galleggia su quella salata; per cui un sovrasfruttamento della risorsa ha come effetto il peggioramento della qualità dell’acqua. In questo ambito ed in osservanza con quanto previsto dalla normativa vigente, la Regione Puglia ha predisposto ed attuato alcune azioni programmatiche relative al Piano Regionale di Risanamento delle Acque (Legge Regionale 24/1983 e 19/1985), alla Legge sulla Difesa del Suolo (183/89), tramite la Redazione degli Studi preliminari dei Piani di Bacino e alla Legge Galli (36/94), nel quale una parte è interamente dedicata alla protezione degli acquiferi. E’ stato, inoltre, previsto il censimento di tutti gli emungimenti ed il catasto dei pozzi, per poter avere un quadro di riferimento estremamente puntuale. I trend evolutivi della qualità e quantità possono essere descritti e previsti, utilizzando strumenti idonei messi a punto a tale scopo.

Lo studio dell’Arpa Puglia