Monitoraggio dell’antro della Corchia, stato dell’arte

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La storia del «Corchia turistico» inizia da lontano, ma è
solo nella seconda metà degli anni ’90 che troviamo alcuni
atti ufficiali della Regione Toscana in merito a questa
vicenda. Gli atti sotto riportati sono quelli che hanno avuto
un peso sul monitoraggio sullo stato dell’ambiente di un
piccolo tratto dell’Antro del Corchia che era stato destinato
a fruizione turistica ed è ora aperto al pubblico.
La Giunta Regionale Toscana delibera il 30.10.95 (n. 4309)
di assegnare all’Ente Parco delle Alpi Apuane finanziamenti
per la fruizione scientifico-culturale dell’Antro del Corchia.
Il Consiglio Regionale il 25.07.96 con la delibera n. 243
rileva una anomalia nella Dgrt 4309/05 e, visti e sentiti
vari enti, decide di invitare i Comuni di Serravezza e
Stazzema di incaricare l’Arpat (Agenzia Regionale di
Protezione Ambientale della Toscana) per effettuare lo studio
ed il monitoraggio dell’Antro del Corchia per l’individuazione
della sua capacità di fruizione compatibile con l’-
ecosistema ipogeo, dispone altresì che il monitoraggio debba
essere eseguito almeno un anno prima dell’esecuzione
dei lavori previsti per l’accessibilità alla grotta.
Il Consiglio Regionale era stato sollecitato a questa risoluzione
da un deciso e proficuo intervento della Fst (Federazione Speleologica Toscana).
Il 13.05.97 i Comuni di Serravezza e Stazzema incaricano
l’Arpat come disposto dalla Regione Toscana.
Il 13.05.98, a Levigliani, vengono presentati i risultati del
primo anno di misure e viene fatta presente la necessità di
dare continuità al lavoro iniziato sia durante la fase di realizzazione dei lavori, sia durante la fase fruizione
turistica dell’Antro del Corchia.
I lavori per la trasformazione turistica cominciano nel corso del 1999, Arpat continua anche senza incarichi ufficiali a
fare misure ambientali. Il Commissario Straordinario
del Consorzio Parco delle Alpi Apuane con nota n. 4268 del 29.11.99 trasmette ad Arpat copia della delibera 68/99 con cui viene finanziato il completamento del sistema di monitoraggio per la fruizione scientificoculturale dell’Antro del Corchia di cui al regolamento Ue 2081/93 obiettivo 5B e viene stipulata una convenzione tra Parco delle Alpi Apuane e Arpat per la gestione della rete di monitoraggio.
Nell’aprile 2001, Parco delle Alpi Apuane, Arpat e Fst
firmano una convenzione per la realizzazione e la gestione
della rete di monitoraggio per la fruizione scientifico –
culturale dell’Antro del Corchia che è tuttora valevole e che
prevede che l’Ente Parco delle Alpi Apuane si faccia carico
delle spese per l’acquisto, il posizionamento e la manutenzione degli strumenti, che Arpat provveda alla raccolta dati ed alla redazione di relazioni sullo stato dell’ambiente, e che Fst collabori sia alla raccolta dati sia alla redazione delle relazioni.
Nel settembre 2002 sono stati posizionati gli strumenti per
la misura in continuo di alcune variabili meteorologiche sia
all’interno, sia all’esterno della grotta nei punti previsti dal
piano di monitoraggio presentato da Arpat e Fst in un
convegno tenutosi a Levigliani l’11.09.00 durante il quale
vennero resi pubblici i risultati del lavoro svolto nel
triennio 1997-1999.

Come è fatta la rete di monitoraggio e cosa misura
Fare un monitoraggio vuol dire scegliere dei parametri fisici,
chimici o biologici misurabili, indicativi di uno stato,
stabilire dove e quando misurarli e ripetere le misure nel
tempo. Per scegliere quali sono i parametri da monitorare,
la frequenza di monitoraggio, l’accuratezza e la precisione
di ciò che si misura e le modalità di restituzione di questi
dati, occorre avere ben presente la finalità del monitoraggio.
Nel caso specifico la rete di monitoraggio ha lo scopo di
registrare lo stato dell’ambiente in un tratto dell’Antro del
Corchia e di rilevare eventuali variazioni di tale stato imputabili alla fruizione turistica dell’Antro.
La fruizione turistica di una grotta può indurre modifiche
sullo stato dell’ambiente principalmente a seguito di:
? modifica nella circolazione dell’aria a causa di nuove aperture;
? modifica della temperatura, dell’umidità interna e del tenore
di anidride carbonica (Co2) dell’aria dentro la grotta a causa della presenza di numerosi gruppi di persone che sostano a lungo nel tratto turistico;
? presenza di illuminazione artificiale che può indurre una
variazione della temperatura del sistema oltre che consentire
lo sviluppo di organismi fotosintetici;
? modifica dei microrganismi presenti in grotta per azione
del trasporto di pollini, semi, spore, alimenti per piccoli
animali, ecc. presenti sui vestiti e sulle scarpe dei visitatori
? comportamenti incivili
Ci sono azioni possibili per limitare questi impatti che,
anche in questo caso, sono state messe in atto. Oltre alle
azioni anche i comportamenti sono essenziali per ridurre
questi impatti.
Le caratteristiche dell’ambiente di grotta sono influenzate
non solo dalla fruizione turistica, ma dai fattori meteorologici
esterni e dalle altre modalità di fruizione del sistema
carsico. Nello specifico il Monte Corchia è sfruttato per
l’estrazione del marmo ed il complesso ipogeo Antro del
Corchia – Figherà ? Farolfi è in continua evoluzione nel
senso che vengono frequentemente aperti (o chiusi) ingressi
al sistema che possono indurre modifiche nella circolazione
d’aria in porzioni più o meno estese nel complesso stesso.
La rete di monitoraggio per l’aria è stata quindi articolata in
questo modo:
? 3 stazioni meteo interne dotate di sensori per rilevare la
temperatura, l’umidità relativa, il contenuto di CO2 dell’aria
nell’atmosfera, la velocità e la direzione dell’aria;
in una delle stazioni interne è stato posizionato anche un
barometro per la misura della pressione atmosferica;
? 2 stazioni meteo esterne dotate di sensori per rilevare la
temperatura, l’umidità relativa, la direzione e velocità
del vento, la pressione atmosferica e la quantità di pioggia.
Si è stabilito che la periodicità di rilevamento per le stazioni
interne ed esterne dovesse essere oraria.
Accanto alla rete di monitoraggio per l’aria si è previsto, ed
è da poco funzionante, un sistema di rilevazione in continuo
dei principali parametri fisico-chimici dell’acqua con l’utilizzo
di una sonda multiparametrica, sempre immersa in
acqua, collegata ad un acquisitore. I parametri rilevati sono
la temperatura, la conducibilità, la torbidità ed il pH
dell’acqua.
La qualità delle acque, sia ferme, sia correnti, intercettate
dal percorso turistico è valutata attraverso la determinazione
dei parametri chimici e biologici di base, cui si affiancano
periodicamente analisi mirate a controllare parametri
non standard (ad esempio i metalli). La frequenza di
campionamento, nei primi anni su base stagionale, si è
progressivamente ridotta a 1 campione/anno per ciascun
corpo idrico.
Per il momento non sono state ripetute le campagne per
rilevare la presenza di macroinvertebrati nelle pozze e nei
corsi d’acqua presenti lungo il percorso turistico, né la
campagna per la rilevazione di batteri e spore in aria.
La discussione che segue è relativa alla presentazione della
rete di monitoraggio e dei dati per la sola matrice aria.
Le tre stazioni meteo interne sono posizionate rispettivamente
nella «Galleria Franosa» all’altezza dell’immissione
della galleria artificiale nel percorso naturale, nella
«Galleria del Venerdì» subito dopo la zona riccamente
concrezionata e prima dell’omonimo laghetto, nella
«Galleria alta delle Stalattiti». Le tre posizioni sono rappresentative di tre zone della grotta
che risentono in modo diverso dei cambiamenti delle
temperature esterne.
Le due stazioni esterne sono così posizionate: una nei pressi
dell’ingresso ed una quasi alla sommità del monte Corchia.
L’installazione all’esterno dell’ingresso è provvisoria
(anche se non c’è niente di più definitivo delle collocazioni provvisorie) e non rispetta le indicazioni minimali
per le stazioni meteorologiche. E’ importante, infatti, per poter confrontare i dati meteorologici raccolti da diverse stazioni che siano rispettati degli standard, sia sulla costruzione dei sensori, sia sulla loro collocazione.
E’ abbastanza intuitivo che le misure della temperatura
a 3 m o a 10 m di altezza dal suolo possono essere diverse, che se la superficie che circonda la stazione è un prato o un piazzale asfaltato non si avrà lo stesso risultato per temperatura ed umidità; così pure la velocità e la direzione del vento possono subire la presenza di grossi ostacoli
posti nelle vicinanze.
La stazione all’ingresso è situata in un’area con una
grande parete sovrastante, con superfici in marmo, lisce ed in massima parte bianche: quindi i dati di velocità e direzione
del vento misurati sono assolutamente privi di significato, anche la temperatura, per effetto di riflessione delle pareti, è,
almeno durante le ore di sole diretto, sovrastimata.
La stazione posta quasi in vetta al Monte Corchia è invece quasi rappresentativa ed i dati meteo raccolti potrebbero
essere confrontati con i dati meteo di altre reti di rilevam-
ento standardizzate.
Per le stazioni all’interno del complesso non ci sono standard
di riferimento, inoltre, mancando in grotta l’azione diretta
del sole, diventa trascurabile l’effetto della qualità e della distanza delle pareti dal sensore. Nel posizionamento occorre fare attenzione al significato del parametro velocità dell’aria. L’aria in grotta si sposta come l’aria in un condotto: se si soffia dell’aria in un condotto liscio, diritto ed abbastanza lungo rispetto alla sua larghezza, è quasi certo che a metà del condotto la velocità dell’aria è quasi la stessa in ogni punto. Se si prova a piegare questo condotto, la velocità dell’aria cambia in relazione alla forma del condotto: tanto più ci si trova nei pressi della piegatura (o della strozzatura) del condotto, tanto più la velocità non è la stessa in tutti i punti. In grotta è rarissimo trovare una situazione in cui il flusso dell’aria sia uniforme:
le gallerie sono piene di asperità, di curve, di nuovi arrivi
d’aria, di restringimenti ed allargamenti.
La scelta fatta è stata quella di posizionare l’anemometro
in un punto dove la sezione della galleria è stata valutata abbastanza regolare e mantenerla fissa nel tempo. Inoltre è stato scelto un sensore per la velocità dell’aria che misura l’aria proveniente solo da una direzione (quella parallela all’asse della galleria). Siamo quindi consapevoli che i dati di velocità dell’aria misurati non sono pienamente rappresentativi della effettiva quantità di aria che fluisce nelle gallerie, ma la loro variazione indica una variazione di portata. Quindi, se per qualche motivo (crolli, nuove aperture, ecc) ci fossero delle variazioni sui quantitativi d’aria o sulle vie preferenziali con cui l’aria si sposta da un punto all’altro del sistema, i dati a disposizione dovrebbero consentire di rilevare questo fatto.

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