Qualità dell’aria: ecco come, dove e cosa misurano le centraline Arpat

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Il sistema di rilevamento della qualità dell’aria in Toscana è
costituito da dieci reti provinciali, gestite da Arpat
(http://www.arpat.toscana.it/aria/ar_monitoraggio.html#reti).
Nel sito web sono riportate: la Provincia, il Comune, il nome
della stazione, l’indirizzo, l’anno di attivazione, la classificazione della stazione e della zona e gli inquinanti monitorati.
La nascita di tali reti non è omogenea nel tempo, l’ultima nata
è la rete provinciale di Massa e Carrara. Gli inquinanti monitorati sono: Polveri, PM10, SO2 (anidride solforosa), CO
(ossido di carbonio), NOx (Ossidi di azoto), O3 (ozono) e in
alcuni siti, in relazione alle fonti di inquinamento tipiche
dell’area, sono monitorati H2S (acido solfidrico), benzene e benzo(a)pirene. In ogni stazione non sono presenti tutti gli analizzatori sopraelencati, ma solo quelli necessari, in
relazione al tipo di zona e stazione. In relazione alla normativa tecnica (Decisione 2001/752/CE) sono definiti
il tipo di zona di monitoraggio (in relazione alla densità edilizia): urbana, periferica, rurale e il tipo di stazione (in relazione alle fonti emissive dominanti): traffico, industria, di fondo. Il criterio di ubicazione delle stazioni deve garantire il monitoraggio di tutte le tipologie di zona e di stazione, con particolare riferimento alle stazioni di fondo urbano, che meglio rappresentano i livelli di esposizione della generalità dellapopolazione agli inquinanti. Le reti provinciali sono
in linea con questi indirizzi, o in quanto realizzate dopo l’anno
2000 o in quanto successivamente adeguate, in seguito all’approvazione del Piano regionale di Rilevamento
della qualità dell’aria.
La gestione delle reti è affidata ad Arpat che , attraverso i Centri Operativi Provinciali (Cop), effettua la raccolta dati, opera una prima validazione degli stessi per la realizzazione del bollettino quotidiano e per l’invio al sito web ed effettua una seconda validazione dei dati (di norma annuale) per la successiva elaborazione degli indicatori statistici previsti
dalla normativa e la realizzazione delle relazioni sullo stato della qualità dell’aria dell’intero territorio monitorato.
Per tutte le reti è in atto un contratto di manutenzione (ordinaria, straordinaria e correttiva), per avere garanzia sul corretto funzionamento della strumentazione e della precisione del dato prodotto. Su indicazione della Regione, nel
2005 è stato realizzato il Centro di Riferimento Regionale per il
controllo e l’assicurazione di qualità dei dati, contribuendo alla definizione della precisione e dell’accuratezza dei dati prodotti sul territorio regionale. Con tale struttura la Regione attua
un preciso obbligo di legge che prevede a suo carico la verifica dei dati prodotti dai Cop, rendendo disponibili attrezzature certificate di riferimento per la taratura degli analizzatori in campo e le competenze tecniche per il
supporto e la verifica di correttezza delle procedure adottate al livello provinciale. In questa prima fase di attività del
Centro, sono stati tarati gli analizzatori di ozono, attraverso uno strumento certificato dall’Istituto Nazionale di Riferimento e Metrologia di Torino (Inrim) ed è stata programmata una prossima campagna di verifica sugli strumenti di NOx e CO, tramite la distribuzione di standard secondari di riferimento.
La normativa prevede, inoltre, un ulteriore e superiore livello nazionale di riferimento, coordinamento ed indirizzo, che individua gli organismi nazionali incaricati di svolgere le funzioni tecniche, per garantire la qualità del sistema
delle misure di inquinamento atmosferico, con i quali il Centro di Riferimento collaborerà. Oltre alle reti pubbliche, in Toscana
sono presenti reti private, nate su prescrizione dell’autorità
competente per monitorare aree industriali e/o emissioni puntuali significative.

I dati raccolti
La strumentazione presente nelle centraline provvede al rilevamento degli inquinati di cui la normativa ha fissato gli standard di qualità. Alcuni di essi, come ossido di carbonio
(CO), anidride solforosa (SO2), ossidi di azoto (NOx), ozono
(O3) e particolato inferiore a 10 micron (PM10) vengono monitorati con strumentazione automatica, altri come benzene e Ipa, mediante tecniche analitiche non automatizzate.
Generalmente, i valori rilevati mediante analizzatori automatici vengono espressi in medie orarie, il Pm10 e quelli rilevati manualmente vengono espressi in medie giornaliere.
Dalle medie orarie possono essere calcolate medie di otto ore e giornaliere. Dalle medie giornaliere possono essere calcolate medie di più lungo periodo, tipicamente quelle
annuali e può essere determinato il numero di superamenti di un valore di riferimento.

La percentuale di errore
L’errore associato alle misure di qualità dell’aria è variabile in funzione di molti parametri ma, di norma, è ritenuto accettabile se si mantiene nell’ordine del 10%.