Valutazione dell’impatto ambientale

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La Commissione è in procinto di inviare all’Italia un parere motivato per non avere preso in considerazione l’eventuale necessità di procedere ad una valutazione d’impatto ambientale (Via) per la costruzione di due nuovi tratti stradali a scorrimento veloce a nord di Milano. La valutazione d’impatto serve a determinare in anticipo le ripercussioni ambientali di un progetto, cosicché le autorità possano tenerne conto al momento di decidere se autorizzare il progetto o se adottare misure specifiche per attenuarne l’impatto ambientale.
La Commissione ritiene che l’Italia stia violando la direttiva comunitaria sulla Via (Direttiva 85/337/CEE, modificata dalla direttiva 97/11/CE) perché non ha esaminato gli effetti cumulativi dei due tratti stradali. La direttiva impone la Via per alcuni tipi di progetti, mentre per altri chiede agli Stati membri di realizzare un esame per determinare l’eventuale necessità di una Via. Questo esame deve in particolare tenere conto degli effetti cumulativi di singoli progetti.
In risposta alle prime diffide della Commissione riguardanti i singoli tratti, che risalgono all’aprile 2004 e al marzo 2005, le autorità italiane si sono dichiarate pronte a realizzare uno «studio» assimilabile al tipo di valutazione richiesto, ma nulla risulta essere stato fatto. La Commissione ha pertanto deciso di inviare all’Italia un parere motivato per la ripetuta violazione della direttiva.
La Commissione sta procedendo anche nei riguardi di altri Stati membri per vari inadempimenti nell’applicazione nazionale della direttiva sulla Via. Nei confronti dell’Italia e di diversi altri Stati membri è stato avviato un procedimento anche per la caccia agli uccelli selvatici.