Gli italiani pescatori illegali

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Insieme a Francia, Libia, Tunisia, Panama e Cina. L’Italia è da tempo sul banco degli imputati per l’uso di reti pelagiche derivanti d’altura, più note come «spadare»

In una comunicazione inviata al Congresso, il Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), autorevole agenzia federale americana ha identificato Francia, Italia, Libia, Tunisia, Panama e Cina come «nazioni i cui pescherecci erano impegnati in attività di pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata». La comunicazione del Noaa non sorprende Greenpeace, Legambiente, Marevivo e Wwf.

L’agenzia americana, che si occupa, tra l’altro, di problemi legati alla gestione degli stock ittici e che dipende dal Segretariato per il Commercio, ha stimato in 9 miliardi di dollari all’anno la perdita economica dovuta all’attività di pesca illegale.

L’Italia è da tempo sul