Riscaldare casa inquina meno

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, derivate dal riscaldamento residenziale,

Dall’inventario dei gas serra prodotto dall’Agenzia europea per l’ambiente emerge che le emissioni di gas serra nell’Unione europea sono diminuite per il terzo anno consecutivo nel 2007.

Le emissioni nazionali di tutti paesi membri (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito) sono state 9,3% al di sotto dei livelli rilevati nel 1990, che equivale ad un calo di 1,2% (corrispondente a 59 milioni di tonnellate di CO2) rispetto al 2006.

Il calo delle emissioni a partire dal 2005 è perlopiù derivato dall’uso ridotto di combustibili fossili (in particolare petrolio e gas) nel riscaldamento residenziale e nei servizi; questi settori sono tra le maggiori fonti di emissioni di gas serra in Europa.
Il riscaldamento delle temperature e l’aumento del prezzo del carburante sono state le principali cause del calo delle emissioni tra il 2006 e il 2007, soprattutto nel settore del riscaldamento residenziale e dei servizi, in particolare in Germania.

Nel rilevare tali riduzioni, il Direttore esecutivo dell’Agenzia europea ha sottolineato che gli Stati membri dovranno prolungare i loro sforzi e continuare a ridurre le emissioni nei prossimi anni. «La spinta economica che i governi stanno attualmente vivendo rappresenta un’opportunità cruciale per affrontare la crisi climatica e simultaneamente la crisi finanziaria» afferma il Direttore.

I dati dell’inventario diventano più accessibili per gli esperti, ma anche per i cittadini

L’Agenzia europea per l’ambiente ha aggiornato i dati all’interno di una specifica interfaccia internet che semplifica l’accesso e l’analisi dei dati contenuti nell’inventario.

Il sistema può mostrare i trend delle emissioni per i principali settori e consente di fare i confronti tra differenti paesi e attività. Ancora: il sistema può produrre grafici e stime sulle emissioni.

Analizzando il trend delle emissioni di gas serra tra il 1990 e il 2007 si può notare come il settore dei trasporti mostri una tendenza in crescita. In particolare, per quanto riguarda il settore 1A3, le emissioni di gas serra sono aumentate nell’Europa a 15 del 24% tra il 1990 e il 2007.

Questo dato risulta particolarmente interessante se si considera la rilevanza di questo settore in termini di contributo alle emissioni totali di gas serra.

Infine è importante sottolineare il contributo dei trasporti internazionali. Infatti, le emissioni di gas serra dall’aviazione e dal trasporto marittimo internazionali, che attualmente sono escluse dai totali nazionali, sono cresciute costantemente dal 1990 fino a raggiungere nel 2007 il 6% del totale delle emissioni EU15.

Punti salienti del report

– 17 paesi membri dell’Unione europea hanno ridotto le emissioni di gas serra nel 2007. Nell’Ue a 15 (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito) , tutti tranne Spagna e Grecia hanno ridotto le emissioni.

– Le emissioni provenienti dal trasporto aereo internazionale e dal trasporto marittimo (al momento escluse nei totali nazionali) sono continuamente cresciute dal 1990, raggiungendo il 6% delle emissioni totali europee nel 2007.

– Il report include per la prima volta informazioni sull’uso dei dati e delle emissioni inserite nel sistema dei permessi negoziabili delle emissioni di CO2 (Emissions Trading Scheme, Ets) nell’Ue con l’obiettivo di predisporre gli inventari nazionali nei 15 paesi. La maggior parte dei paesi ha usato i dati del sistema ETS per migliorare e raffinare le stime e il report sulle emissioni di CO2.

– Il report contiene anche, per la prima volta, informazioni chiave riguardo i permessi di emissione degli Stati Membri all’interno del protocollo di Kyoto.

(Fonte EEA)

(Fonte Arpat)