In India foreste sotto assedio

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La foresta Sahyadri nel Maharashtra, ospita 5.000 piante superiori, 139 mammiferi, 508 uccelli e 179 anfibi. Almeno 325 di questi sono specie minacciate, come l’elefante asiatico e la tigre

La Western Ghats, nota anche come Sahyadri Mountains è una regione montagnosa dell’India occidentale. Estesa su 150.000 chilometri quadrati, la Western Ghats traversata copre ben sei stati: Gujarat, Goa, Maharashtra, Kerala, Karnataka e Tamil Nadu. Conosciuta anche come Sahyadri nel Maharashtra, ospita 5.000 specie di piante superiori, 139 specie di mammiferi, 508 specie di uccelli e 179 specie di anfibi. Almeno 325 di questi sono specie minacciate, come l’elefante asiatico e la tigre.

La sua complessa rete di corsi d’acqua genera ben 22 fiumi e rifornisce quasi il 40 per cento dell’acqua dolce di tutta l’India. L’Unesco dovrebbe a breve a conferirle lo status del Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Lo sviluppo inarrestabile ha trasformato in burletta lo status di protezione delle foreste dell’India meridionale, che ospitano una vasta biodiversità e alcuni hotspot di foreste umide di latifoglie e tropicali.

Nel giro di dieci anni, l’espansione urbana ha raggiunto questi monti, e le foreste lasciano il posto agli insediamenti e a una vasta gamma di attività industriali.

Nel 1986, nel quadro delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco), Man and Biosphere programma, 5.520 kmq di Western Ghats è stato conferito lo status di protezione speciale di Nilgiri Riserva della Biosfera.

Nel frattempo però la regione è stata presa d’assalto: miniere, centrali elettriche, strade. La copertura originale naturale nel Ghat è diminuita del 40 per cento tra il 1920 e il 1990, con un conseguente moltiplicazione per quattro della frammentazione delle foreste, e una riduzione dell’83 per cento delle foreste.

L’avvocato ambientale Ritwick Dutta, descrive la distruzione in montagna: ecco come «un eco-disastro provocato dalla mancata gestione della natura. È necessario dichiarare l’intera area come zona ecologicamente sensibile». Per questa ragione torna alla ribalta il movimento Save Western Ghats, nato negli anni 80, quando aveva coinvolto oltre 20 locali e regionali, i movimenti delle persone che si sono riuniti per marciare lungo tutta la lunghezza del Western Ghats tra il novembre 1987 e febbraio 1988.

(Fonte Salva le Foreste)