No alla cattura arbitraria dell’orso «Dino»

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Ogni decisione dopo le valutazioni tecniche dell’Istituto. L’impostazione tecnica seguita è quella prevista dal Piano d’Azione per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro-Orientali (Pacobace) su incarico del ministero Ambiente

La cattura e rimozione dell’Orso bruno «Dino», responsabile di diversi casi di predazione su bestiame in Veneto, rappresenterebbe una deroga al generale regime di protezione di questa specie minacciata.

Le leggi nazionali e comunitarie impongono infatti che qualunque azione di cattura o rimozione di esemplari di orso sia autorizzata dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sulla base di un parere tecnico dell’Ispra.

Prima di prendere una decisione estrema, come la rimozione dell’esemplare, l’Ispra ritiene che vada messo in atto ogni possibile sforzo per cercare di modificarne il comportamento e di prevenire sia i danni al bestiame, sia possibili rischi per l’uomo.
Per poter esprimere il proprio parere, l’Ispra ha quindi chiesto alle amministrazioni che suggeriscono la rimozione dell’Orso di predisporre un dettagliato rapporto circa le azioni finora messe in atto per affrontare il caso.

L’impostazione tecnica seguita dall’Ispra, è quella prevista dal Piano d’Azione per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro-Orientali (Pacobace) su incarico del ministero Ambiente. Il documento, che è stato elaborato in modo concertato con tutte le regioni e province autonome dell’arco alpino, è stato formalmente adottato dal ministero dell’Ambiente e da tutte le Amministrazioni locali delle Alpi centro orientali. Il testo rappresenta, pertanto, il riferimento istituzionale in materia di politiche di conservazione dell’Orso nell’arco alpino ed è a questo documento che occorre fare riferimento per prendere decisioni circa l’Orso «Dino».

(Fonte Ispra)