Il fenicottero rosa ci riprova in Sicilia

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Scoperti una cinquantina di nidi di fenicottero da un gruppo di ornitologi e birdwatcher della Lipu e di Ebn Italia ai pantani di Pachino, nelle zone umide dei pantani Cuba e Longarini

Sospesa la caccia, torna la natura. Una cinquantina di nidi di fenicottero sono stati scoperti da un gruppo di ornitologi e birdwatcher della Lipu e di Ebn Italia ai pantani di Pachino, all’interno del sistema delle zone umide dei pantani Cuba e Longarini, a cavallo delle province di Siracusa e Ragusa. È l’ennesimo tentativo di nidificazione in Sicilia per questa specie.

La scoperta, avvenuta nei giorni scorsi, è stata effettuata durante una delle attività di studio degli uccelli selvatici e controlli antibracconaggio che i volontari delle due associazioni stanno effettuando in queste settimane nella Sicilia sud orientale. Gli unici casi di tentativo di nidificazione del fenicottero in Sicilia erano stati effettuati tra il 2000 e il 2004 nella sola Riserva orientata di Vendicari.

Il fenicottero, specie particolarmente protetta dalla legge 157 e dalla Direttiva comunitaria «Uccelli», non nidifica soltanto nel periodo primaverile, ma anche nei mesi di ottobre e novembre, con la schiusa delle uova che, in alcuni casi, si protrae fino a dicembre inoltrato. Non si tratta dunque di anomalie, ma di un comportamento ben noto e documentato dal punto di vista scientifico.

«Il tentativo di nidificazione – dichiara Nino Provenza, delegato Lipu Sicilia – è un’ulteriore e incontrovertibile testimonianza di come l’assenza di attività venatoria sia l’unica strada che permette di realizzare appieno il potenziale naturalistico della zona».

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (l’inizio dell’attività venatoria avvenne il primo ottobre), ad esempio, il rapporto in termini di numero di specie presenti è di 1 a 10 (per una specie presente l’anno passato ve ne sono 10 quest’anno), mentre in termini di numero di esemplari siamo 1 a 100.

Famosissimi per la loro eleganza, i fenicotteri preferiscono zone umide salmastre dove trovano i gamberetti di cui si nutrono e che gli fanno assumere la classica colorazione rosata. A livello nazionale, dove nidifica dal 1993 (primo episodio in Sardegna), sono presenti tra le 2mila e le 4mila coppie, mentre a livello europeo conta su 41/42mila coppie e 66mila individui svernanti. BirdLife classifica il fenicottero come  «SPEC3», ossia con stato di conservazione sfavorevole; tuttavia la sua presenza nel Mediterraneo è in aumento, sia considerando il suo areale riproduttivo che quello di svernamento.

Quest’anno la chiusura dell’attività venatoria ha determinato, nei pantani Cuba e Longarini, un notevole incremento delle presenze di uccelli selvatici (presente anche la moretta tabaccata, specie minacciata a livello globale e particolarmente protetta dalla direttiva comunitaria Uccelli) e anche una maggiore fruizione dell’area da parte di naturalisti, birdwatcher, escursionisti a piedi, biker e fotografi naturalisti. L’area è riconosciuta grazie alle direttive comunitarie come Zps (Zona protezione speciale) e Sic (Sito importanza comunitaria), e dopo 19 anni dall’approvazione della legge regionale, attende ancora la definitiva istituzione come Riserva naturale.

«Continueremo il nostro monitoraggio per garantire che la nidificazione vada avanti senza disturbi esterni – spiegano i volontari del Gruppo locale di conservazione Lipu – anche perché nella zona non sono infrequenti atti di bracconaggio».

(Fonte Lipu)