Petrolio nel mare sardo – L’incidente «dimenticato»

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L’azienda responsabile parla di 10.000 litri, ma si teme siano molti di più. Secondo Greenpeace lo sversamento metterebbe seriamente a rischio il «santuario dei cetacei». Intanto il greggio è arrivato sulla costa e minaccia La Maddalena

Ha raggiunto la costa l’olio combustibile fuoruscito lo scorso 11 gennaio durante un travaso da una nave cisterna alla centrale E.On di Porto Torres in Sardegna.

L’azienda responsabile parla di 10.000 litri, ma si teme che siano molti di più.

E secondo Greenpeace lo sversamento metterebbe seriamente a rischio il «santuario dei cetacei», così come viene notoriamente ricordato nel mondo l’angolo di paradiso interessato dal disastro ambientale.

Ora il catrame minaccia anche La Maddalena.

Ci si chiede ancora perché la cosa non abbia ottenuto la rilevanza mediatica che meritava.

Se n’è parlato davvero molto poco. Certo, i danni non sono in alcun modo paragonabili alla recente catastrofe petrolifera della Louisiana, ma le conseguenze sui delicatissimi equilibri biologici di questo tratto di costa sarda saranno comunque notevoli e duraturi nel tempo.

Negli ultimi 10 anni vi è stata, su scala mondiale, una significativa diminuzione del numero annuo dei grandi sversamenti di petrolio, ma i pochi episodi gravi verificatisi hanno contribuito all’altissima quantità totale di petrolio sversato in mare. Quindi, meno casi, ma più significativi.

Ricordiamone uno, il più imponente dei disastri ecologici forse di tutti i tempi.

Il 20 aprile 2010, mentre la trivella della Deepwater Horizon stava completando il Pozzo Macondo su un fondale profondo 400 metri al largo della Louisiana, un’esplosione sulla piattaforma ha innescato un violentissimo incendio.

Due giorni dopo la piattaforma Deepwater Horizon si è rovesciata, affondando e depositandosi sul fondale profondo 400 metri.

Le valvole di sicurezza presenti all’imboccatura del pozzo sul fondale marino non hanno funzionato correttamente e il petrolio greggio, spinto dalla pressione del giacimento petrolifero, ha iniziato a uscire senza controllo, in parte risalendo in superficie per via della minor densità rispetto all’acqua.

Ora tutto questo si è ripetuto a casa nostra.

E se l’incidente sardo fosse stato più funesto di così?

E se la costa sarda fosse diventata un piccolo Golfo del Messico?