Quando l’ambiente ha bisogno della comunicazione

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Le manifestazioni e le richieste di sostegno ai diversi problemi ambientali si fanno più forti, ma i cittadini si trovano a fronteggiare tali problemi nella totale disinformazione da parte dei mass media. La Settimana dell’ambiente di Milano è improntata a informare e a progettare e sviluppare soluzioni efficaci e innovative

Le problematiche ambientali si stanno imponendo in maniera negativa nella vita dei cittadini, che si trovano a fronteggiare l’inquinamento ambientale nella totale disinformazione da parte dei mass media e con un Governo che non assicura loro una tutela da questo tipo di problema. I cittadini non vengono informati correttamente e approfonditamente sugli effetti negativi che gli inquinanti hanno sulla salute umana e sull’ambiente stesso.

In questi giorni il presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Ugazio, ha messo in evidenza il grande impatto che l’inquinamento atmosferico ha sulla salute di tutti e soprattutto dei più piccoli, rivolgendosi alle famiglie affinché possano insieme ai pediatri portare questo problema all’attenzione delle Istituzioni per far sì che Comuni, Regioni e Governo possano adottare misure necessarie per evitare che la situazione, già pessima, peggiori ulteriormente.

Il maggior rischio per la salute dei bambini è l’acutizzarsi dei sintomi dell’asma, e rischi di irritazione e infiammazione delle vie respiratorie, a causa dei quali ogni anno si registrano sempre più ricoveri, ed essendo i polmoni dei più piccoli in fase di crescita, possono subire alterazioni che da adulti possono portare alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpca). A Roma, ha affermato Ugazio, «si sono registrati superamenti persino nella centralina di Villa Ada, in un’area completamente verde».

Città, come Milano, Torino, Roma, senza tralasciare Padova (che domenica subirà il blocco del traffico per otto ore compresi 12 comuni della provincia), dove è già stato superato, o in quelle città in cui sta per essere superato il limite consentito dall’Unione europea dei 35 giorni all’anno di livelli di PM10 oltre il limite, è presente uno stato di emergenza.

L’emergenza in realtà è un problema nazionale, in cui tutte le Istituzioni regionali e nazionali dovrebbero impegnarsi affinché il problema venga affrontato seriamente. Infatti, Legambiente, negli scorsi giorni, ha ricordato al ministero dell’Ambiente la necessità, per l’Italia, di una normativa adeguata in grado di contribuire efficacemente alla riduzione delle concentrazioni di polveri sottili, chiedendo al Governo che venga approvato un Decreto anti-smog.

I bambini necessitano di un’attenzione prioritaria.

L’inquinamento delle acque, invece, in questi ultimi giorni vede drammaticamente protagonista la Sardegna, con Porto Torres, che sta lottando per salvaguardare le coste dal petrolio che si è sversato l’11 gennaio e che ancora oggi non vede soluzione. Si parla di 10mila o al massimo di 30mila litri di petrolio versato in mare dalla petroliera Esmeralda a Porto Torres durante le operazioni di scarico per alimentare la centrale termoelettrica di Fiumesanto, di proprietà del colosso energetico E.On.

Dopo essersi posato sulla Costa Smeralda, e a Santa Teresa di Gallura, il greggio, ha raggiunto anche le coste dell’isola dell’Asinara, e come ha denunciato il direttore dell’Area Protetta, PierPaolo Congiatu, sono già stati raccolti 300 Kg di catrame dai volontari sulle coste di Stintino, tra le spiagge della Pelosa e delle Tonnare. Affermando che le quantità non sono ingenti ma sono diffuse su tutte le coste dell’isola, che porta a ricontrollare aree già bonificate.

Per venerdì prossimo, per attirare l’attenzione sulla condizione di pericolo in cui versa il golfo dell’Asinara è stata organizzata l’iniziativa «E-Off: spegni la luce, accendi i riflettori sul golfo dell’Asinara», dai gruppi «disastro ambientale a Porto Torres e Platamona: vogliamo risposte!», «Tuteliamo il golfo dell’Asinara», «Disastro ambientale in Sardegna» e «Gruppo d’intervento disastro ambientale Porto Torres (Sassari)».

Per far sì che questi disastri ambientali possano assumere il loro giusto peso è importante dare informazioni giuste e corrette, inserite in un contesto scientifico ma divulgativo e disponibile ad un pubblico più ampio e soprattutto creare un canale comunicativo ampio.

A questo proposito si segnala che a Milano dal 21 al 25 si svolgerà, presso l’Hotel Doria, «la Settimana ambiente 2011», rivolto in questo caso alle industrie, enti pubblici, operatori e controllori della sanità pubblica, tecnici e ricercatori, docenti universitari, associazioni di categoria, studenti, operatori commerciali e stampa di settore.

Nelle cinque giornate verranno affrontate diverse tematiche ambientali, dalle bonifiche dei siti contaminati, al risk assesment, alla gestione dei rifiuti e alle emissioni atmosferiche e depurazione delle acque e trattamento dei fanghi.

Il Convegno è stato organizzato dal Gruppo scientifico italiano studi e ricerche (Gsisr) in collaborazione con l’Istituto per lo Studio degli ecosistemi del Consiglio nazionale delle ricerche (Ise-Cnr) e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, dell’Istituto superiore di sanità, della regione Lombardia -Assessorato ambiente, energia e reti- e della provincia di Milano.

Questo per creare un momento di confronto tra le varie istituzioni pubbliche, gli enti di controllo, le aziende e le varie figure professionali che parteciperanno all’evento, e poter progettare e sviluppare soluzioni efficaci e innovative.