Sistri – Si paga il 30 aprile

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È necessario provvedere, entro il 30 aprile 2011, al pagamento del contributo annuale d’iscrizione al Sistri consistente in un importo che, salvo modifiche apportate successivamente all’iscrizione, risulta uguale a quello pagato per la prima iscrizione con modalità di pagamento identiche a quelle effettuate nel 2010

Per tutte le Aziende/Enti che hanno provveduto all’iscrizione al Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) nel corso dell’anno 2010, il prossimo 30 aprile 2011 scade il termine per il pagamento del contributo annuale di iscrizione relativo all’anno 2011. È necessario, pertanto, provvedere, in tali termini, al pagamento del contributo consistente in un importo che, salvo modifiche apportate successivamente all’iscrizione, risulta uguale a quello pagato per la prima iscrizione con modalità di pagamento identiche a quelle effettuate nel 2010.

Ma facciamo il punto della situazione. Il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2011 ma, a seguito di una presa di coscienza da parte del Ministero competente sullo stato dei fatti, la cosa è di fatto slittata al 1° giugno 2011.

Come ricorda il decreto ministeriale 17 dicembre 2009 «Istituzioni del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, ai sensi dell’art. 189 del Decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell’articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009 convertito, con modifiche dalla legge n. 102 del 2009» e s.m.i., il contributo si riferisce all’anno solare di competenza, indipendentemente dal periodo di effettiva fruizione del servizio e va versato, negli anni successivi all’iscrizione, entro il 31 gennaio dell’anno al quale i contributi si riferiscono. Pertanto il pagamento dei contributi relativi all’anno 2011 sarebbe dovuto essere pagato entro il 31 gennaio 2011 ma una comunicazione apparsa, in corner, sul sito ufficiale del Sistri ha di fatto rasserenato gli animi. Bene, la comunicazione informava della prossima, imminente registrazione finale e successiva pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del Testo unico dei decreti ministeriali di disciplina del Sistri. Il provvedimento così presentato ma mai pubblicato, ha stabilito lo slittamento del termine relativo al pagamento del contributo annuo dal 31 gennaio al 30 aprile 2011.

Ma c’è di più. Il D. lgs 3 dicembre 2010, n. 205 «Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive» ricorda che le sanzioni per il mancato pagamento del contributo annuale sono sanzioni amministrative pecuniarie da 2.600 a 15.500 ? per i rifiuti non pericolosi e da 15.500 a 93.000 ? per i rifiuti pericolosi con l’attivazione di disposizioni transitorie che prevedono, comunque, nel primo periodo, per la mancata iscrizione o mancato versamento dei contributi annuali, l’applicazione di sanzioni ridotte per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.

Tutto questo è inaudibile, le aziende sono costrette a pagare contributi per qualcosa che di fatto non esiste ancora mantenendo, nel contempo, costi legati al vecchio sistema cartaceo costituito dai formulari di identificazione rifiuto (Fir), registro di carico/scarico, Mud (Modello unico di dichiarazione), avendo il contentino dell’applicazioni delle disposizioni transitorie per l’eventuale mancato versamento dei contributi. Necessaria è una movimentazione generalizzata volta a far capire le esigenze delle aziende che rappresentano il mondo del lavoro e che stentano economicamente, in un periodo caratterizzato dalle costanti ripercussioni della crisi globale, a star dietro a queste sclerotizzazioni normative che spesso perdono di vista la realtà da regolamentare dando invece voce ad interessi ben diversi e velatamente nascosti. Legalmente sono molte le strade da poter intraprendere, la class-action ad esempio è una di queste; trattasi di un’azione di classe che, riferendosi a strumenti di tutela collettiva risarcitoria, consente di attivare un unico processo per ottenere il risarcimento del danno subito da un insieme di realtà danneggiate dal medesimo fatto.

E allora attiviamoci per la difesa dei diritti di tutti.