Se il Gabbiano si trasferisce in città

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Trieste, Venezia, Genova, La Spezia, Livorno, Cesenatico, Roma, Napoli sono le città maggiormente interessate, ma più in generale tutta la costa della Liguria, la Versilia in Toscana, la Romagna, la Sicilia e la Sardegna. Un manuale su «Ecologia Urbana» spiega tutte le tecniche che cittadini ed enti pubblici possono utilizzare per la gestione dei gabbiani che nidificano sui tetti

Bianchi, belli mentre volano, e simbolo della libertà: sono i gabbiani, uccelli marini che sempre più spesso vivono nelle nostre città.

Da qualche anno il Gabbiano reale è al centro di vicende legate al rapporto uomo-animali. L’aumento di questa specie, e la sua recente colonizzazione di ambienti lontani dal suo habitat di origine (il mare) lo rendono protagonista di alcune problematiche. Soprattutto in primavera giungono numerose richieste da parte di cittadini e amministrazioni pubbliche, di interventi e consigli per contenere gli episodi di disturbo, gli inconvenienti alle coperture degli edifici ed i rischi alla sicurezza del volo aereo.

Il Gabbiano reale può essere definito una specie «problematica emergente»: attraverso il suo aumento, ci informa che la filiera produzione-smaltimento dei rifiuti non funziona a dovere.

Adattabile e girovago, le stime più aggiornate per l’Italia contano 45.000-60.000 coppie. La prima nidificazione urbana è stata scoperta nel 1971 a Roma, ma è solo dalla fine degli anni 80 e più marcatamente negli anni 90 che il fenomeno della nidificazione sui tetti delle città è diventato sempre più comune: nel 2000 nidificava in soli 8 capoluoghi di provincia, mentre oggi sono diventati 17.

Trieste, Venezia, Genova, La Spezia, Livorno, Cesenatico, Roma, Napoli sono le città maggiormente interessate, ma più in generale tutta la costa della Liguria, la Versilia in Toscana, la Romagna, la Sicilia e la Sardegna.

La rivista «Ecologia Urbana» e l’editore Felici hanno pubblicato una brochure che traccia il quadro aggiornato della situazione, offrendo tutte le soluzioni per migliorare la convivenza e risolvere i problemi con i gabbiani sia nelle città sia presso aeroporti, discariche, zone portuali e industriali.

Inquadrando il tema nel panorama dell’ecosistema urbano e della biodiversità in città, il Gabbiano reale viene descritto attraverso una «carta d’identità» delle sue abitudini alimentari e riproduttive, l’habitat, il comportamento ed il rapporto con l’uomo. Si riportano dati sulla consistenza e lo status di conservazione, e informazioni sulla colonizzazione e l’espansione nelle aree urbane per ciascuna città interessata dal fenomeno. Segue un capitolo sugli aspetti normativi, mentre il nocciolo della pubblicazione riguarda la strategia integrata di gestione, dove ciascuna tecnica viene analizzata secondo gli aspetti pratici, l’efficacia e gli ambiti dove si consiglia l’applicazione. Con l’aiuto di schemi e foto vengono illustrati i sistemi di esclusione, i deterrenti, le modifiche ambientali, il controllo dell’alimentazione e della riproduzione, ecc. Il tutto con un approccio dove le parole chiave sono ecologia, efficacia, ma anche rispetto per gli animali. Al termine della pubblicazione vi sono consigli su come soccorrere un nidiaceo caduto dal tetto, le «domande più frequenti» ed una ricca e aggiornata bibliografia internazionale.

Un manuale pratico ad uso di cittadini, operatori ed enti pubblici, fondamentale per conoscere e gestire gli animali in città, con informazioni e dati a livello nazionale e locale.

(Info: www.felicieditore.itwww.ecologia-urbana.com)

(Fonte Felici Editore)