«Contro sole e vento arriva la tassa dei Quaranta ladroni»

90

«Questa manovra torna pesantemente su un settore che a livello mondiale continua ad essere un catalizzatore per gli investimenti. L’Italia è l’unico paese al mondo che penalizza le fonti pulite. E continua a farlo anche dopo che il referendum sul nucleare ha chiarito che gli italiani vogliono energia sicura»

«Altro che Robin Hood Tax. Quella che pare sia stata varata è la legge dei Quaranta ladroni». È il commento, più amaro che ironico, di Massimo Sapienza, presidente di Asso Energie Future sul cosiddetto decreto anticrisi che pare confermi l’estensione della tassazione supplementare alle aziende energetiche, comprese quelle che operano nel settore delle rinnovabili.

«Solo a maggio è stato definito il cosiddetto Quarto Conto Energia, che tagliava in corsa gli incentivi per il fotovoltaico, mentre a marzo erano state già falcidiate le risorse destinate all’eolico. Oggi arriva la batosta finale, quella che rischia di mettere totalmente fuori mercato le rinnovabili».

Secondo il rappresentante di Aef, che rappresenta circa 50 aziende che operano esclusivamente nel settore delle rinnovabili, «questa manovra torna pesantemente su un settore che a livello mondiale continua ad essere un catalizzatore per gli investimenti. L’Italia è l’unico paese al mondo che penalizza le fonti pulite. E continua a farlo anche dopo che il referendum sul nucleare ha chiarito che gli italiani vogliono energia sicura. Il ministro dello Sviluppo economico Romani all’indomani del sì all’abolizione dell’atomo italiano aveva promesso un ripensamento sulla devolution avviata contro le fonti pulite sempre dal suo governo, anche attraverso la convocazione di una conferenza nazionale di programmazione. Invece, arriva la tassa dei quaranta ladroni».

Massimo Sapienza si augura che «in questo tira e molla in cui pare che a perdere veramente siano pensionati, dipendenti statali e fonti energetiche pulite, qualcuno si accorga che non si può continuare a tagliare sul futuro economico e ambientale di questo paese». Asso Energie Future chiede quindi al Parlamento e alle forze politiche di intervenire per non continuare a penalizzare un settore cruciale per la ripresa economica e occupazionale del paese.

(Fonte Silverback-Greening the Communication)