Obiettivo 100% rinnovabili

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Il 2050 è l’anno in cui, secondo le stime di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, si arriverà al 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili

Parlare di scenari futuri non è ormai soltanto compito del cinema. Nel futuro ci sono le rinnovabili e saranno sempre più protagoniste della scena globale. Alla V fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibili, Key Energy, presso Ecomondo alla fiera di Rimini, sono stati discussi gli scenari relativi alla produzione e al consumo di energie da fonti rinnovabili.

Il 2050 è l’anno in cui, secondo le stime di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, si arriverà al 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Questo traguardo però passa per diverse fasi intermedie, durante cui le altre fonti (fossili e nucleare) gradualmente vengono sostituite dalla crescente introduzione di fotovoltaico ed eolico in particolare. Il 100% di energia rinnovabile si raggiungerà se il consumo energivoro mondiale subirà un calo significativo.

Altro nodo cruciale è la crescita dell’efficienza e dell’investimento in ricerca scientifica. A ciò si deve aggiungere la necessaria integrazione delle reti europee, «che – afferma Giuseppe Onufrio direttore esecutivo di Greenpeace Italia – comporterà una spesa sostenibile, ma – continua – per fare questo occorre una politica europea alta, che sappia guardare anche ai Paesi nord africani, che saranno grandi produttori e consumatori di energia solare, per integrarli».

Lo scenario «100% rinnovabili» porterà una crescita anche nell’occupazione, confermando il trend di crescita del decennio passato e toccando cifre stimate di 12 milioni di occupati rispetto agli 8 milioni attuali, collocati soprattutto in Cina. In Europa soltanto la Germania è presente nel conto degli occupati globali nelle rinnovabili, con il 15% della produzione di pannelli fotovoltaici. Questo successo ha le sue radici nella lungimirante politica federale di incentivi, che è andata di pari passo con la ricerca scientifica.

Per quanto riguarda invece i trasporti gli scenari futuri presentati in anteprima per questa occasione da Carlo Manna, responsabile ufficio studi dell’Enea, prevedono che nel 2030 il settore privato dei trasporti sarà composto dal 36% di vetture a carburante ibrido, il 17% ibrido-elettrico, 6% elettrico puro, 34% benzina e diesel, 7% gpl e metano.

Quello che è emerso in modo univoco in questo convegno sugli scenari futuri è che attualmente la problematica principale è la debolezza della rete. Allo stesso tempo è emerso in maniera evidente che le prospettive sul futuro negli anni passati sono state sempre sottostimate, se pensiamo che ancora nel luglio di quest’anno il governo italiano stimava ad 8mila MW la potenza a cui si sarebbe arrivati nel 2011. Invece siamo ad oggi ampiamente oltre le stime a 11.300 MW.

Nel futuro non c’è soltanto business, ma anche un miglioramento della qualità della vita di centinaia di migliaia di persone che, come conclude Silvestrini, «i veri vincitori di questa svolta storica saranno quel miliardo e mezzo di persone che potranno accedere all’elettricità grazie soprattutto alla tecnologia fotovoltaica».