Esistono e vogliono essere lasciati in pace

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I Mashco-Piro sono uno dei circa 100 popoli incontattati del mondo e le fotografie diffuse oggi sono le più nitide e ravvicinate che siano mai state fatte a un gruppo isolato. I problemi dell’avvicinamento. Il loro diritto a vivere la loro vita

A un anno esatto di distanza dalla diffusione delle immagini aeree che mostravano una tribù incontattata forte e prospera nel folto della foresta amazzonica brasiliana, Survival International torna a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle minacce che incombono sui popoli più isolati.
Le fotografie affidate oggi a Survival ritraggono una famiglia di Indiani Mashco-Piro incontattati, nel Perù sud-orientale.

L’esistenza dei Mashco-Piro nel parco nazionale di Manú era ben nota, ma negli ultimi mesi gli avvistamenti accidentali dei membri incontattati della tribù si sono moltiplicati.

A detta di molti, a costringere gli Indiani ad allontanarsi dalla foresta sarebbero il disboscamento illegale in atto dentro e fuori del parco, e i voli a bassa quota effettuati dagli addetti ai progetti energetici di gas e petrolio, al lavoro nelle vicinanze.

I Mashco-Piro sono uno dei circa 100 popoli incontattati del mondo e le fotografie diffuse oggi sono le più nitide e ravvicinate che siano mai state fatte a un gruppo isolato.

Cercare di entrare in contatto con popoli che scelgono di rimanere isolati è non solo sbagliato ma anche molto pericoloso, e la morte di un uomo Matsigenka, avvenuta recentemente, lo dimostra.

Nicolás «Shaco» Flores è stato ucciso dalla freccia scagliata da una tribù incontattata nei pressi del parco di Manú. L’uomo lasciava cibo e doni per un piccolo gruppo di Mashco-Piro da ormai vent’anni.

«La morte di Shaco è una tragedia» ha scritto sul suo blog e sulla rivista «Anthropology News» l’antropologo Glenn Shepard, amico della vittima. «Era un uomo gentile, coraggioso e intelligente. Pensava di aiutare i Mashco-Piro. Ma la tribù ha espresso ancora una volta la ferma volontà di essere lasciata sola».

Secondo Beatriz Huertas, un’esperta peruviana di Indiani incontattati, il caso è «insolito, complesso ed estremamente delicato».

«Potrebbero verificarsi dei contatti in qualunque momento – ha commentato la Huertas – e per evitare che accada dobbiamo prendere al più presto misure preventive e studiare un piano d’emergenza insieme alle autorità locali».

L’anno scorso Survival aveva scritto al Sernanp, il Ministero peruviano per le Aree Protette, esprimendo la sua preoccupazione per un video che immortalava dei turisti mentre lasciavano indumenti per gli Indiani lungo le rive del fiume.

Grazie alle pressioni, ai residenti furono distribuiti degli avvisi e ai turisti venne interdetto l’accesso all’area.

Il Dipartimento degli Affari Indiani Indepa progetta ora di istituire un avamposto di guardia per proteggere sia la popolazione locale sia il gruppo incontattato.

«A un anno di distanza, queste fotografie forniscono un’ennesima prova lampante dell’esistenza delle tribù incontattate – ha commentato Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International -. È inaccettabile che governi, aziende e antropologi continuino a negare. E il primo contatto è sempre pericoloso e spesso fatale, sia per la tribù sia per chi cerca di stabilirlo. La volontà degli Indiani di essere lasciati soli deve essere rispettata».

(Fonte Survival International)
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Nella foto del titolo di D. Cortijo/www.survival.it un gruppo di Indiani Mashco-Piro