Il Pil non può guidare la politica

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La Fondazione prepara 45 ragazzi sulle tematiche dell’urbanistica, della cultura e del pubblico interesse per permettere loro di avviare delle start-up

Il Pil non è un indicatore valido e sufficiente per spiegarci lo stato di salute del nostro Paese: va sostituito o accompagnato da altri indicatori per indirizzare migliori politiche pubbliche.

Questo il quadro che emerge dall’analisi di Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilancimoci! che nei giorni scorsi ha tenuto a Veroli (Frosinone) una lectio magistralis sul tema della sostenibilità nell’ambito del percorso formativo della Scuola di Qualità Sociale (Sqs) «Territori Sostenibili».

L’intervento di Marcon è stato seguito, oltre che dai giovani della Sqs, anche da molti cittadini e rappresentati delle istituzioni intervenuti presso la galleria la Catena di Veroli.

Marcon è anche una delle figure più importanti del terzo settore: negli anni 80 è stato segretario del Servizio civile internazionale e negli anni 90 è stato impegnato in associazioni umanitarie nelle zone di guerra della ex-Jugoslavia.

Per capire come si misura la qualità della vita, Marcon ha precisato che il Pil è ormai uno strumento insufficiente per questo compito: esso infatti è nato solo per misurare la quantità di beni presenti sul mercato. «Il Pil è limitato e paradossalmente aumenta al crescere dei danni ambientali – afferma lo studioso -. Per fare un esempio, se viene distrutto un bosco, gli alberi incendiati non diminuiscono il Pil, ma probabilmente lo aumenteranno grazie agli interventi di risanamento dell’area. Di conseguenza, per il Pil conviene disboscare la Foresta Amazzonica».

La campagna Sbilanciamoci è nata per contrastare questi effetti distorcenti del Pil, secondo cui il reddito equivale al benessere, proponendo il Quars, un indice di qualità sociale che misura 7 categorie: ambiente, economia e lavoro, diritti e cittadinanza, salute, istruzione, pari opportunità e partecipazione.

Secondo il Quars l’Italia è divisa in due tronconi: al nord e parte del centro la qualità della vita appare abbastanza buona, mentre al sud degenera in modo preoccupante. Le Regioni dove si vive meglio sono il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna, mentre fanalino di coda risultano Calabria, Campania e Sicilia. A centro classifica troviamo la Liguria, l’Abruzzo e l’Umbria, quest’ultima in forte crescita rispetto agli anni precedenti.

Per quanto riguarda la variabile ambientale, che considera la qualità dell’aria, la raccolta differenziata, la produzione di energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, al primo posto ritroviamo il Trentino, la Valle D’Aosta e la sorpresa Basilicata, mentre le Regioni ambientalmente più compromesse sono la Campania e la Puglia.

Quello che viene fuori dalla lezione di Marcon è che gli indicatori che regolano e descrivono il benessere di un Paese sono importantissimi perché la politica si basa su di essi per prendere decisioni.

Ed è proprio alla politica che Marcon rivolge il suo appello finale: «I politici continuano ad essere spaventati dal Quars perché fa paura vedere le reali condizioni di vita del nostro Paese, e preferiscono seguire il Pil. Usando il Quars potrebbero realizzare vere politiche sostenibili andando ad intervenire in quei settori dove ce n’è più bisogno. In quest’ottica i comuni posso fare molto per cambiare le cose – conclude il portavoce di Sbilanciamoci – essendo le istituzioni più vicine ai cittadini e potendo vedere direttamente la loro qualità della vita».

La lezione è stata moderata da Gioacchino De Chirico, il quale ha sottolineato come l’incontro con Marcon sia stato importante soprattutto per definire lo scenario d’azione della Scuola di qualità sociale. La Sqs è infatti un progetto ideato dalla fondazione Kambo volto a dare la possibilità a 45 giovani di seguire un percorso formativo di alto livello. Al termine della Scuola avranno la possibilità di progettare delle start-up in tema di urbanistica, cultura o pubblico interesse; i migliori progetti saranno finanziati con un importo complessivo di 60.000 euro derivanti dal Piano locali giovani 2007-2009.

La prossima lectio, sempre aperta al pubblico, riguarderà la cultura del nostro territorio e avrà come titolo «Comprendere un universo culturale: il caso del basso Lazio». A condurla sarà Salvatore Abbruzzese, professore ordinario di Sociologia dei Processi Culturali-Università di Trento e originario di Arce.

L’appuntamento è per sabato 12 maggio alle 9,30 a Giuliano di Roma, presso il Frantoio, in Borgo Vittorio Emanuele, 22 e come per le precedenti lezioni, sarà possibile seguirla in diretta twitter con hashtag #sqs.

(Fonte Fondazione Kambo)