Stop alla caccia in Costa Rica

98

Plauso dell’Enpa: «L’Italia prenda esempio, la biodiversità è una risorsa. Anche per il turismo». Invece da noi si continua a collezionare procedure d’infrazione e a ignorare non solo la volontà dei suoi stessi cittadini ma anche gli autorevoli pareri scientifici che lanciano continui allarmi per la vita di numerose specie selvatiche

 

 

L’Ente nazionale protezione animali, con una lettera all’ambasciatore del Costa Rica, ha espresso il suo più vivo compiacimento per la coraggiosa politica dello Stato centroamericano che, a tutela della sua preziosa biodiversità, prevede l’abolizione della caccia, vale a dire dell’uccisione di animali a scopo ludico.

 

«Un Paese lungimirante, che ha saputo valorizzare le sue importanti risorse naturalistiche attirando ogni anno migliaia di turisti che possono osservare numerose specie animali uniche nel pianeta. In questo senso l’eliminazione della caccia è un vero e proprio passo da gigante che il Governo ha deciso di compiere a tutela non solo di specie rare e preziose, ma anche per promuovere la propria economia, basata soprattutto sul turismo», commenta l’Ente nazionale protezione animali.

 

La politica del Costa Rica in materia di protezione della fauna e della flora dovrebbe essere un esempio anche per il nostro Paese: nel continente europeo, l’Italia ha un indice di biodiversità molto alto, ma le tutele sono gravemente insufficienti: cementificazione selvaggia, distruzione di habitat, bracconaggio e caccia a specie anche in grave crisi compromettono ogni giorno questo patrimonio prezioso, che continua ad essere sottovalutato.

 

«In materia venatoria, l’Italia, continua a collezionare procedure d’infrazione e a ignorare non solo la volontà dei suoi stessi cittadini, nettamente contrari alla caccia, ma anche gli autorevoli pareri scientifici che lanciano continui allarmi per la vita di numerose specie selvatiche – prosegue l’Enpa -. A pagarne le spese, oltre agli animali e agli uomini sempre più spesso vittime dei fucili, anche il settore turistico: basti pensare al turismo naturalistico e agli agriturismi, che durante la stagione di caccia vengono evitati anche a causa dei pericoli per la pubblica incolumità».

 

Il nostro Paese dovrebbe invece rilanciare una seria politica di tutela della natura che, insieme al nostro inestimabile patrimonio artistico, potrebbe rappresentare la nostra vera fonte ricchezza, unica in tutto il mondo, con indubbi vantaggi anche per l’economia turistica.

(Fonte Enpa)