Presto nuove norme per l’estrazione dello scisto

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Non è meno pericolo del carbone né può essere contrabbandato per fonte di combustibile verde. Il gas di scisto è molto più pericoloso per l’ambiente degli altri gas naturali. Per estrarlo occorre pompare nel pozzo di estrazione un’enorme quantità di acqua contenente un alto numero di sostanze chimiche ai fini di fratturare le rocce e permettere così al gas di risalire in superficie

Un rapporto del Corporate Europe Observatory (Ceo) dimostra che le emissioni originate dalle centrali a gas di scisto non sono inferiori rispetto a quelle delle centrali a carbone.
Da un lato le lobby del gas e del petrolio assieme a numerose associazioni di categoria e istituzioni finanziarie promuovono il gas di scisto come nuova fonte di combustibile verde, innocua per l’uomo e l’ambiente e cercano di convincere le istituzioni europee a non regolamentarne l’estrazione.
Dall’altro lato le Ong sono sul piede di guerra e sollevano preoccupazioni ambientali chiedendo il divieto della localizzazione del gas o almeno l’istituzione di un rigido quadro normativo per regolamentarne l’estrazione.

Il termine «gas non convenzionale» si riferisce generalmente al gas di scisto ma comprende anche il metano e il tight gas. Secondo lo studio del Ceo il gas di scisto è molto più pericoloso per l’ambiente degli altri gas naturali.
Per estrarlo, infatti, occorre pompare nel pozzo di estrazione un’enorme quantità di acqua contenente un alto numero di sostanze chimiche ai fini di fratturare le rocce e permettere così al gas di risalire in superficie. Una parte dell’acqua introdotta sottoterra rimane intrappolata e costituisce un potenziale pericolo per le falde acquifere mentre il resto rifluisce contaminata da sostanze presenti nel sottosuolo, le quali a seconda della geologia locale possono essere anche radioattive.
Lo scorso mese, la maggioranza del Parlamento europeo ha respinto la proposta di una moratoria sull’uso del gas di scisto. Il commissario per l’ambiente Janez Potocnik ha affermato che nel 2013 la Commissione europea proporrà nuove linee guida per la gestione dei rischi inerenti al gas di scisto, per colmare le lacune normative in materia e fornire maggiore chiarezza agli operatori di mercato e ai cittadini europei.