Orti urbani, 12 episodi per recuperare i saperi della terra

334

«Orto e mezzo» vuole raccontare tutto ciò che accade nel mondo degli orti, luoghi presenti ovunque, in città come in campagna, sui tetti delle case di Roma e Bologna. Inoltre di orti ce ne sono anche di comunali, didattici, l’orto costruito dal designer in Svezia e le aziende che lo usano per il team building

Avete sempre voluto fare un orto? Quali sono i segreti per avere quello dei vostri sogni, per coltivare, ovunque, il vostro cuore verde?
Dal 18 ottobre su Laeffe, il canale 50 del digitale terrestre, andrà in onda l’originale programma «Orto e mezzo». Un lungo documentario a puntate sugli orti d’Italia, un viaggio caratterizzato dall’incontro con persone incredibili che racconteranno storie di un vero e proprio cambiamento dal basso fatto di sudore, fatica e tante soddisfazioni. Zappate al raduno di Guerrilla Gardening, chiacchierate con tecnicissimi umarels in orti per anziani, assaggi di buonissimi piatti vegetariani, visite all’orto dei Mutoidi, a quelli di tantissimi utenti di Grow The Planet, orti Wwf e Slowfood, sono solo alcune delle avventure che Orto e mezzo ci racconterà.
Il primo appuntamento è allora fissato venerdì 18 ottobre alle 21,30 per la prima delle dodici puntate, dodici episodi per recuperare i saperi della terra e il piacere della loro condivisione. Perché si può ancora fare futuro in maniera sostenibile.
In pratica, «Orto e mezzo» vuole raccontare tutto ciò che accade nel mondo degli orti, luoghi presenti ovunque, in città come in campagna, sui tetti delle case di Roma e Bologna. Inoltre di orti ce ne sono anche di comunali, didattici, l’orto costruito dal designer in Svezia e le aziende che lo usano per il team building. Ci sono le persone che cominciano a tenerlo perché vegani o perché devono mangiare cose particolari e allo stesso modo esistono le coppiette alla moda che pensano sia semplice averne uno, salvo poi abbandonarlo dopo poco.
Tante storie da raccontare e un motivo preciso per il quale si decide di aprirne uno; dietro ogni racconto c’è una visione del mondo molto interessante, ma ancor più interessante risulta come tutte queste variegate visioni comunichino e interagiscano in uno spazio limitato come quello degli orti, situati in luoghi urbani diversi dalla classica campagna.
In pratica un mondo eterogeneo raccontato con una pluralità di mezzi, idee, format, news ed eventi, ma sempre senza un approccio tecnico, al contrario estremamente curioso e fantasioso.
E allora a tutti un grosso in bocca al lupo.