L’Italia si schiera: le sementi vanno salvaguardate

183

No alla proposta di regolamento Ue. Una scelta che con nettezza non può convivere con filiere Ogm. Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo de Castro, che intende rigettare, il prossimo 11 febbraio, la proposta di Regolamento della Commissione europea, già criticata pubblicamente da tante associazioni e personalità

Dalla commissione agricoltura della Camera arriva un chiaro e netto appoggio, con un voto all’unanimità, alla risoluzione presentata da Susanna Cenni, parlamentare del Pd e portavoce nazionale degli Ecologisti democratici, a garanzia della sicurezza dell’agricoltura europea e il commercio internazionale dei semi senza intaccare la biodiversità e la libertà dei piccoli coltivatori europei di crescere e utilizzare le proprie sementi.
Una posizione già preannunciata dal Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo de Castro, che intende rigettare, il prossimo 11 febbraio, la proposta di Regolamento della Commissione europea, già criticata pubblicamente da tante associazioni e personalità anche nelle scorse settimane.
«La posizione del nostro Paese è chiara – spiega Susanna Cenni, da sempre impegnata sui temi della tutela delle sementi e della biodiversità – credo che l’orientamento che Paolo de Castro ha assunto e preannunciato, raccolga e rappresenti questa scelta. Con la posizione assunta ieri sera della commissione agricoltura della Camera il nostro intento è quello rafforzare e sostenere questa decisione, ma anche chiedere al Governo un impegno più vasto a sostegno delle filiere delle sementi locali, del libero scambio dei semi, della biodiversità e degli agricoltori custodi. Una scelta che con nettezza non può convivere con filiere Ogm».

«Negli anni non sempre i Governi italiani – conclude Cenni – hanno pienamente svolto il proprio compito di presenza e di costruzione di adeguate alleanze in sede comunitaria, lasciando ad altri Paesi un ruolo che ha imposto norme e condizioni per la nostra agricoltura. L’Europa, se vogliamo che davvero non prevalgano le logiche del solo rigore, o in risposta alle spinte populiste e di rigetto, deve guardare con occhio più attento ai sistemi locali e alle loro economie».