Così sarà Amsterdam smart city

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Diversi i progetti smart realizzati nella capitale dei Paesi Bassi, la maggior parte per la riduzione delle emissionidi CO2 in atmosfera. Il Piano prevede azioni fino al 2040 e si accompagna un documento sull’energia. Il progetto Asc, per il periodo 2009–2011, è stato finanziato grazie a 3,4 milioni di euro provenienti dai fondi europei per lo sviluppo regionale (40%), da fondi privati (40%) e da fondi governativi (20%). Nel complesso il maggiore impatto si è raggiunto nei progetti tesi a trasformare l’energia «grigia» in verde

Amsterdam è la capitale dei Paesi Bassi, ha una popolazione di circa 800.000 abitanti, e ha definito i suoi obiettivi di sostenibilità in un documento strutturale che prevede azioni fino al 2040 ed a cui si accompagna un documento sull’energia.
Gli obiettivi che si è posta la città sono così sintetizzabili:
– riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2025
– riduzione del 75% delle emissioni di CO2 entro il 2040
Per raggiungere questi obiettivi è stata definita una piattaforma denominata Amsterdam  (acronimo Asc), che ha avuto avvio nel 2009, ed è frutto di una partnership tra imprese, autorità locali, istituti di ricerca e cittadini. Questa piattaforma viene seguita da un ufficio centrale con il compito di facilitare il raggiungimento degli obiettivi fissati nella strategia energetica 2040 e ridurre le emissioni di carbonio (CO2) nella città di Amsterdam.
Nel 2011 è stato pubblicato il documento Smart Stories, che fa il punto sui progetti smart realizzati in città con i contributi di vari istituti di ricerca, di ingegneria e consulenza di impresa.
Secondo quanto riportato i progetti Asc realizzati ad Amsterdam hanno generato un risparmio di 12,7 kiloton di CO2 ogni anno, che rappresentano una riduzione dello 0,5% di emissioni di COcomplessive per anno.
Trattandosi di piccoli progetti hanno determinato una riduzione dell’inquinamento atmosferico minore rispetto a quello che, potenzialmente, avrebbero potuto raggiungere se applicati su scala generale. Si stima, infatti, che un’applicazione generale di questi progetti comporterebbe una riduzione del 6% delle emissioni in atmosfera.
Molti dei progetti smart city, come Climate Street, ship-to-grid, ITO Tower, sperimentati ad Amsterdam hanno coinvolto i sistemi energetici delle imprese, più sensibili al costo dell’energia rispetto ai consumatori.
In accordo con un recente articolo apparso su «The Economist», uno degli elementi di successo dei progetti Asc è che questi non sono nati con un master plan ma si sono basati su un lavoro combinato svolto da istituzioni e soggetti, che a diverso titolo, aiutano gli imprenditori ed i cittadini a sviluppare e testare progetti verdi.
Il progetto Asc, per il periodo 2009–2011, è stato finanziato grazie a 3,4 milioni di euro provenienti dai fondi europei per lo sviluppo regionale (40%), da fondi privati (40%) e da fondi governativi (20%). Nel complesso il maggiore impatto si è raggiunto nei progetti tesi a trasformare l’energia «grigia» in verde.

Climat street

Climat street ha interessato una strada dello shopping nel centro di Amsterdam con l’obiettivo principale di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera ed il consumo di energia in Utrechtsestraat.
Questo obiettivo è stato raggiunto attraverso una combinazione di iniziative sostenibili (raccolta sostenibile dei rifiuti, display energetici, luci a Led, contatori intelligenti e sistemi di gestione dell’energia) e campagne informative per modificare i comportamenti da parte delle persone.
Il risultato raggiunto da questo progetto pilota (2009-2011) è stata la mancata emissioni in atmosfera di 661 tonnellate di CO2 per anno. Queste riduzioni sono veramente limitate, ma replicando questa iniziativa in altre strade di Amsterdam, si potrebbe arrivare ad una riduzione di 35 kiloton di CO2 ogni anno.
Il progetto è stato sostenuto finanziariamente, in parte, dal distretto amministrativo centrale di Amsterdam (Amsterdam Centrum District administration), che ha valutato come i costi sostenuti non abbiano portato ai benefici sperati in termini di riduzione della CO2. Ciononostante il progetto è stato valutato positivamente perché rappresenta un’esperienza pilota per altre zone e crea consapevolezza sull’importanza di certi temi tra i cittadini e i portatori di interessi.

Ship-to-grid (green energy)

Il porto di Amsterdam ha l’ambizione di diventare uno dei più sostenibili porti in Europa entro il 2020, per questo ha investito nel progetto ship-to-grid, installando 195 postazione ship-to-grid, che permettono alle navi di utilizzare l’energia verde attinta dalla rete invece che crearla con propri generatori diesel.
In questo modo si riducono le emissioni di CO2 e si abbatte il rumore e l’inquinamento atmosferico.
La tecnologia in sé non è innovativa; ma una delle principali sfide del progetto, come spiegato in Smart Stories, era quella di creare una collaborazione tra Utiliq (ICT infrastructure), Joulz (costruttori ed ingegneri dei boxes ship to grid), Royal Haskoning (ingegneria e supervisione progettuale) e Liander (operatori del porto di Amsterdam).
In totale complessivamente 9,1 kiloton di CO2 per anno non sono state immesse in atmosfera grazie all’uso dell’energia verde. Si tratta dei tre quarti di tutta la CO2 evitate dalla piattaforma Asc e dai progetti avviati tra il 2009 ed il 2011.
La potenzialità di questo progetto è, però, ridotta perché tutte le aree destinate agli ormeggi sono già fornite di questa soluzione e non ci sono margini di implementazione. Paragonando questo progetto con altri, si evidenzia come questo non abbia potenzialità di incremento ma sia limitato.

Smart building management systems (ITO Tower Project)

Il progetto si pone l’obiettivo di ridurre l’uso di energia ed i costi degli edifici adibiti ad uffici. Questo progetto pilota ha riguardato la ITO Tower dove sono state adottate diverse misure per ridurre i consumi energetici.
L’obiettivo principale era quello di ridurre il consumo energetico attraverso la raccolta, l’analisi e la visualizzazione dei dati sulla quantità di energia consumata e applicando strategie di risparmio energetico sulla base di tali informazioni.
Nella ITO Tower sono state installate diverse prese intelligenti e l’illuminazione a Led.
Le prese intelligenti sono in grado di misurare l’uso di energia all’interno di una presa di corrente e spegnere i dispositivi elettronici automaticamente. Circa 360 prese intelligenti sono state installate nei piani dove sono presenti uffici.
La seconda soluzione (meno smart ma comunque efficace per gli uffici) è stata quella di installare luci a Led negli uffici.
Il risparmio energetico derivante dall’automazione delle spine intelligenti, in combinazione con lo spegnimento dell’illuminazione e degli elettrodomestici fuori degli orari di ufficio ha ridotto il consumo di energia del 18%, pari ad una riduzione annua di 20 MWh.
L’utilizzo di lampade a Led ha avuto un impatto ancora più importante: 300 lampade sono state sostituite portando ad un risparmio annuo di 47 MWh, paragonabile al consumo energetico annuo di 15 famiglie.
Purtroppo non ci sono analisi economiche dettagliate per questo progetto.

– Le Smart city in Europa