Xylella, la Puglia cornuta e mazziata

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foto A. Fiore

Si profila una vergognosa manovra commerciale perché in Francia e Olanda già c’è la Xylella. Il batterio è stato individuato nei vivai del centro Europa che importano piante ornamentali dalla Repubblica di Costa Rica; vivai olandesi che hanno esportato piante nei vivai salentini da dove tutto è iniziato, forse perché nel Salento le condizioni climatiche sono state favorevoli. Ci sono tutte le condizioni per ricorrere ad un risarcimento collettivo. Imperdonabili ritardi della nostra politica nazionale

Quel batterio non è mai giunto all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari del Ciheam

La vicenda Xylella fastidiosa, il batterio da quarantena che sta determinando il disseccamento rapido degli ulivi nella parte meridionale della Puglia, varca i confini nazionali e, possiamo dire, ritorna nell’ambito europeo. Da lunedì 6 aprile il ministero dell’Agricoltura francese ha bloccato per decreto l’importazione dei vegetali a rischio Xylella dalla Puglia. La decisione di prendere misure nazionali è stata presa in attesa dell’attuazione di un dispositivo europeo.
La notizia stupisce ma non lascia sorpresi tutti. Il Governatore della Puglia Nichi Vendola, nella sua missiva inviata al Primo Ministro Mattero Renzi, tra le altre cose afferma: «Potremmo dire che c’era d’aspettarselo, infatti con una nostra precedente nota, inviataVi il 16 marzo scorso, ns prot. n.766/SP, e ad oggi senza riscontro, avevamo già evidenziato la necessità di un rafforzamento politico del ruolo dell’Italia in sede europea».
Un’azione così decisa e unilaterale da parte di un Paese membro dell’Unione europea come la Francia, può apparire eccessiva e lesiva dell’economia di un’intera regione di un altro Paese membro, anche in virtù dell’imminente discussione sul tema in programma per il 27 e 28 aprile a Bruxelles. Forse la Francia già sa di essere stata contaminata dalla Xilella a causa dell’importazione non controllate dall’America centrale e vuole trovare, nella debole Puglia, il suo capro espiatorio?
Nessuno si deve stupire della decisione del ministro dell’Agricoltura, Stéphane Le Foll, poiché lo stesso aveva chiesto già dal 16 gennaio scorso misure europee contro la Xylella fastidiosa, batterio non presente in Europa e in grado di distruggere nell’America centrale intere coltivazioni di vite, agrumi e oggi anche di uliveti in Italia. Non dobbiamo stupirci se dalle prime segnalazioni in Salento, avvenute nell’autunno del 2013, e dalle verifiche sperimentali sulla Xylella fastidiosa, geneticamente assimilabile a un ceppo del Costa Rica, siano cambiati due Assessori regionali, due Ministri delle Politiche Agricole nazionali e due Commissari comunitari.
Quello che sembra strano è che l’Italia non abbia preso analoghi provvedimenti nei confronti dell’Olanda visto che lo stesso ministero dell’Agricoltura olandese così come comunicato dall’assessore all’Agricoltura pugliese, Fabrizio Nardoni, lo scorso ottobre ha segnalato la presenza di Xilella in Olanda. Affermazioni che non sono mai state smentite.
Quello che è certo è che la Xylella è stata individuata nei vivai del centro Europa che importano piante ornamentali dalla Repubblica di Costa Rica; vivai olandesi che hanno esportato piante nei vivai salentini da dove tutto è iniziato, forse perché nel Salento le condizioni climatiche sono state favorevoli al batterio. Su questo sta indagando la magistratura e se dovesse confermare la mancanza di controlli, non nel sud dell’Italia, ma nel cuore dell’Europa, allora si potrebbe ricorrere a un risarcimento collettivo non solo per gli agricoltori, ma per tutti gli abitanti della Puglia. Un risarcimento per il danno che questa enorme falla nel cuore dell’Europa sta creando all’immagine di un territorio che nell’ulivo ha il simbolo della fatica quotidiana, della propria storia sociale e culturale, del proprio paesaggio.