Clima, i Paesi giocano al ribasso

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Alcuni esempi di promesse di impegni di riduzione delle emissioni di gas serra, cominciano a far calare le attese e a preparare una grande battaglia che, come al solito, vedrà protagonista l’egoismo e gli interessi commerciali. Nella classifica fatta dalle Nazioni unite non ci sono impegni classificati «buono» e quelli sufficienti vengono solo da Paesi in via di sviluppo…

«In cammino verso Pargi»

Ogni volta che un evento che riguardava interventi sulle emissioni di gas serra a livello globale è stato caricato di aspettative, è fallito miseramente.
Le attese per l’incontro di Parigi continuano a crescere e a caricarsi di eventi e iniziative, incontri governativi e intergovernativi. Ieri era l’ultimo giorno utile ai governi dei Paesi Onu per notificare i loro impegni di riduzione delle emissioni di gas serra al 2025 e al 2030, infatti, l’effetto complessivo che si avrebbe sul riscaldamento climatico globale sarebbe pari ad un incremento della temperatura media globale di 2,7°C, cioè ben al di sopra dei 2,0°C che era stato stabilito come limite massimo accettabile al 2100.
Ma alcuni esempi di promesse di impegni di riduzione delle emissioni di gas serra, cominciano a far calare le attese e a preparare una grande battaglia che, come al solito, vedrà protagonista l’egoismo e gli interessi commerciali. Le Nazioni unite hanno classificato in rosso gli impegni del tutto inadeguati, in giallo gli impegni mediocri e in verde quelli sufficienti. Non ci sono impegni classificati «buono» e quelli sufficienti vengono solo da Paesi in via di sviluppo.
Che dire? Speriamo bene!