Contro le Polveri sottili innovare la mobilità

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Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre tra ministero dell’Ambiente, rappresentanti di comuni e regioni, non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata

> Niente di buono nei prossimi giorni

Valori ridotti ma tredicesimo giorno consecutivo di superamento. Così enuncia un comunicato dell’Agenzia della protezione ambientale (Arpa) Lombardia datato 2 febbraio. Di cosa stiamo parlando? Delle concentrazioni di PM10, ovviamente.
Bruno Simini, presidente di Arpa Lombardia informa che «da domani, dovrebbero tornare condizioni favorevoli alla dispersione degli inquinanti, grazie al passaggio di una rapida perturbazione, con tempo variabile e vento a tratti forte. Anche ieri, come previsto, il meteo ha determinato una diminuzione delle concentrazioni di PM10, ma non ovunque. Il superamento del limite di 50 µg/m³, infatti, è stato registrato, per il tredicesimo giorno consecutivo, in molte stazioni di monitoraggio lombarde, anche se con numeri significativamente inferiori al trend dell’ultimo periodo».
Quanto annunciato dal presidente di Arpa Lombardia si è di fatto verificato e nel mattino di ieri una pioggerella, poi al pomeriggio una breve ma intensa grandinata si sono abbattute su Milano e dintorni. Una boccata d’ossigeno contro l’ allarme smog, che da settimane attanagliava Milano, dove le periferie soffocano sotto la cappa di veleni. A Milano città i numeri di giorni di superamento complessivi dall’inizio dell’anno sono arrivati a 17, a Brescia città 16, a Bergamo città 16 e i «Cittadini per l’aria» denunciano: «Piove ma i livelli di inquinanti sono comunque altissimi».
Un problema quello della qualità dell’aria che diventa sempre più incalzante e che viene spesso sottaciuto. Di fatto, che l’aria sia sempre più irrespirabile ne parla anche Legambiente nel suo dossier «Mal’aria di città 2016», il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane.
Nel dossier viene infatti rilevato che nel 2015 ben 48 città italiane risultano essere fuorilegge con il livello di PM10 alle stelle. Una situazione critica in Pianura Padana, ma anche nelle grandi e piccole città dell’intera Penisola.
Città soffocate e avvolte dallo smog con un’aria, nel 2015, da «codice rosso» che evidenzia come l’emergenza smog sia sempre più cronica.
Milano avvolta in una cappa che la fa somigliare a Pechino, la Pianura Padana coperta da un manto di nebbia e smog, la città della Mole dove non si intravedono sullo sfondo le montagne e la vetta del Monviso, o Roma che si risveglia più volte velata da un’insolita foschia sono solo un esempio. Non basta appellarsi all’assenza di vento e pioggia per intere settimane, l’aria diventa sempre più irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili, dell’ozono e del biossido di azoto che causano, tra l’altro, danni alla salute dei cittadini e all’ambiente circostante.
Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, ha dichiarato: «L’emergenza smog difficilmente si potrà risolvere con interventi sporadici che di solito le amministrazioni propongono in fase d’emergenza tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle città italiane, e senza nessuna politica concreta e lungimirante. Per uscire dalla morsa dell’inquinamento è fondamentale che il Governo assuma un ruolo guida facendo scelte e interventi coraggiosi, mettendo al centro le aree urbane e la mobilità sostenibile, impegnandosi per approvare a livello europeo, normative stringenti e vincolanti, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti-smog virtuose messe già in atto in molti comuni italiani in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano.
«Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre – continua Muroni – tra ministero dell’Ambiente, rappresentanti di comuni e regioni, non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. Per questo è urgente e indispensabile che l’Italia adotti un piano nazionale per la mobilità urbana, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città, dove si svolge la sfida più importante in termini di rigenerazione urbana e di vivibilità».
Un problema che si traduce in impatti sulla salute della comunità e in continue procedure d’infrazione contro il Belpaese, due per la precisione ed entrambe nella fase di messa in mora.
In definitiva un problema al quale bisognerà, in tempi stretti dare una risposta. Risulta necessario realizzare un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto sul ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini.
Indispensabile è adottare una strategia nazionale per la qualità dell’aria e un piano per la mobilità in città, accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti a scala locale e urbana, per pianificare le giuste politiche di intervento.