Ripristinare le pianure alluvionali

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Il 70-90% del territorio europeo coperto dalle pianure alluvionali risulta degradato dal punto di vista ecologico, a causa delle attività umane svolte nel corso dei secoli. Un incontro a livello europeo mette a fuoco un problema fondamentale per migliorare lo stato delle acque e degli ecosistemi in Europa. Il ripristino delle pianure alluvionali contribuirebbe al raggiungimento di diverse politiche dell’Unione europea

Le stime suggeriscono che il 70-90% del territorio europeo coperto dalle pianure alluvionali risulta degradato dal punto di vista ecologico, a causa delle attività umane svolte nel corso dei secoli, in particolare di quelle che hanno avuto luogo a partire dagli anni 50.

Attualmente, la protezione e il ripristino delle pianure alluvionali, ovvero quelle aree naturali vicine ai fiumi che vengono coperte dall’acqua solo durante le inondazioni, sono sostenuti dalla direttiva quadro sulle acque, dalla direttiva sulle alluvioni, dalle direttive Habitat e Uccelli, dalla strategia UE 2020 sulla Biodiversità, dall’infrastruttura verde e dalla strategia di adattamento ai cambiamenti climatici dell’Ue, ma non sono esplicitamente richiesti.

Secondo la conferenza dell’Agenzia europea per l’ambiente, Why should we care about floodplains?, ripristinare le pianure alluvionali europee, riportandole più vicino possibile al loro stato naturale, contribuirebbe al raggiungimento di diverse politiche dell’Unione europea.

Il documento analizza i potenziali benefici del ripristino delle aree alluvionali, che possono fornire preziosi servizi culturali ed ecosistemici, tra cui un’alternativa, redditizia ed efficace, alla protezione strutturale dalle inondazioni, in quanto costituiscono misure naturali di ritenzione idrica.

I fiumi sono infatti molto più ampi dei canali con cui li associamo e le aree vicine ad essi rappresentano un’importante parte ecologica del sistema fluviale: filtrano e immagazzinano acqua, proteggono dalle inondazioni, contribuiscono al sano funzionamento degli ecosistemi fluviali.

Il cambiamento climatico, dal canto suo, si prevede che aumenterà il numero di alluvioni e siccità in diverse parti d’Europa. Durante le piogge abbondanti, le pianure alluvionali lasciano più spazio all’acqua per diffondersi, impedendo alte ondate di inondazioni che viaggiano veloci lungo il fiume. Durante le stagioni secche, le pianure alluvionali rilasciano lentamente l’acqua che hanno immagazzinato, mitigando i peggiori effetti della siccità.

Oltre alla protezione dalle alluvioni e dalla siccità, le pianure alluvionali naturali possono prevenire l’erosione, migliorare la formazione del suolo, purificare l’acqua rifornendo i serbatoi di acque sotterranee e sostenere l’alta diversità biologica presente, con la conservazione degli habitat e delle specie, compresi molti uccelli.

Tuttavia, la stragrande maggioranza degli habitat delle pianure alluvionali europee presenta uno stato di conservazione inadeguato o scadente.

La conferenza sottolinea quindi quanto sia necessario spostare l’attenzione della gestione di tali aree verso misure di conservazione naturale, basate sugli ecosistemi, che siano integrate nei piani di gestione del rischio di alluvioni, piani di conservazione e piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

(Fonte Arpat)