Dinamite contro il miracolo della decomposizione

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foresta decomposizione

Folle intervento perché massacrerà tutta la microflora e la microfauna del legno e del suolo, e cioè le componenti più preziose dell’ecosistema, capaci di trasformare la materia organica in suolo fertile, su cui si ricrea la catena alimentare, e si rigenera una vera foresta mista e disetanea, e non la solita monocoltura di abeti rossi, simile a piantagioni di pioppi per produrre cellulosa e carta

Pubblichiamo un Post di Franco Tassi scritto nel suo blog. Un sintetico commento dopo l’uso della dinamite per fare «pulizia» degli alberi del Triveneto caduti nell’ottobre 2018 a causa di una tromba d’aria. Se ne sta occupando Danilo Coppe, lo specialista famoso per l’abbattimento del Ponte Morandi. I primi test sono stati compiuti sull’altopiano di Asiago, nel comune di Roana (VI).

L’intervento di Tassi, pur nella sua sinteticità, colpisce il cuore del problema.

Nel pieno della più calda estate, come per incanto scoppia la polemica su Alberi e Foreste: da una parte il partito dei tagliatori, disboscatori e mineralizzatori, dall’altra la gente comune, sorpresa da questa frenetica corsa alla scure e alla motosega.

I pretesti per abbattere le piante, in città o nei boschi, sono i più disparati e fantasiosi. Si tratta di piante vecchie, malate, pericolose, invase da parassiti, hanno finito il ciclo vitale, vanno sostituite, al loro posto se ne pianteranno altre, più utili. Il bosco va curato, pulito, rinnovato, il sottobosco e la macchia vanno eliminati, le siepi sottraggono spazio alle colture, le sponde dei corsi d’acqua debbono essere liberate dalla vegetazione. Il bosco potrebbe essere incendiato, meglio allora bruciarlo noi con il cosiddetto fuoco prescritto…

Se dopo un fortunale o una valanga restano a terra grossi tronchi o poderosi ceppi, meglio farli esplodere con la dinamite, per accelerare i processi naturali.

Eliminiamo la copertura vegetale per aprire nuovi spazi al pascolo e alla coltivazione. Occorrono legname, truciolati, cippati, pellet, bisogna rifornire le centrali a biomasse e a biogas, i vivai possono fornire grandi quantità di giovani alberi, agronomi e tecnici forestali sono pronti a entrare in azione.

Per di più oggi esistono poderosi macchinari in grado di eliminare ogni traccia della foresta montana con il rapido taglio a raso, mentre altrove si afferma la tecnica del ceduo «bosco-stecchino», lasciando in piedi una pianticella ogni 10 metri, in modo da ricavare il massimo quantitativo di legname possibile. Spesso l’operazione viene affidata, senza appalti, a ditte amiche, con il cosiddetto geniale «taglio in conto legna»: così a decidere cosa abbattere, e quanto legname portar via, saranno gli stessi beneficiari. Piccoli e grandi tarli in azione sempre e dovunque, superando limiti di orari e festività: spesso capaci di intervenire all’alba, di sorpresa, magari la mattina dopo Ferragosto. Con tecnici abilissimi a scovare parassiti, al punto da segnalarli anche dove non ci sono: ma non si sa mai, potrebbero sempre arrivare!

Ove non pote’ tempesta, arriva l’esplosivo!

La folle mitraglierìa di esplosioni, scatenata là dove nell’ottobre 2018 la bufera abbatté migliaia di alberi, completerà l’opera. Massacrerà tutta la microflora e la microfauna del legno e del suolo, e cioè le componenti più preziose dell’ecosistema, capaci di compiere il miracolo della decomposizione biologica. Che trasforma la materia organica in suolo fertile, su cui si ricrea la catena alimentare, e si rigenera una vera foresta mista e disetanea, e non la solita monocoltura di abeti rossi, simile a piantagioni di pioppi per produrre cellulosa e carta.

E che dire degli effetti su tutta la fauna, piccola e grande, che stava trovando spazio e nicchie in cui sopravvivere? E nei terreni acclivi le conseguenze più dirompenti arriveranno con le prossime piogge: stroncati i ceppi, e le loro radici che trattenevano il suolo, tutto dilaverà più a valle… E allora si piangerà, imprecando contro la «natura matrigna», senza mai alzare la testa, incapaci di collegare l’effetto con la sua vera causa. Complimenti all’impareggiabile coppia di «star delle emergenze», Mr Dinamite e Mr Tagliatutto… L’ecosistema forestale, commosso, ringrazia di tutto cuore!

 

Franco Tassi