Mission Dark Sky… per vedere le stelle

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Parte una campagna contro l’inquinamento luminoso. Macaluso: «Questa campagna di comunicazione, serve a sensibilizzare un po’ tutti sulle conseguenze e l’uso scorretto degli apparati di illuminazione pubblici e privati, e vuole divulgare ricerche e materiale autoprodotto proveniente da partner scientifici e da enti di ricerca attraverso canali di comunicazione e stampa»

«Abbiamo lanciato una campagna di informazione e comunicazione contro l’inquinamento luminoso. Quindi, contro lo spreco di energia elettrica, e a vantaggio delle osservazioni astronomiche».

Lo afferma Emmanuele Macaluso, studioso di marketing, di comunicazione e divulgatore scientifico di tematiche spaziali, che è il fondatore di «Mission Dark Sky» (Missione Cielo Buio) una campagna di sensibilizzazione iniziata di recente, che riguarda tutta l’Italia, e che coinvolge esperti e scienziati.

E quindi, tanta luce da rubarci le stelle? «L’Italia è tra i paesi del G7 quello che consuma maggiormente energia elettrica – spiega Macaluso – e lo possiamo notare anche dalle nitide immagini che ci inviano gli astronauti dalla Stazione spaziale internazionale. Questa campagna di comunicazione, serve a sensibilizzare un po’ tutti sulle conseguenze e l’uso scorretto degli apparati di illuminazione pubblici e privati, e vuole divulgare ricerche e materiale autoprodotto proveniente da partner scientifici e da enti di ricerca attraverso canali di comunicazione e stampa».

E tutto questo è rivolto anche ad astronomi e astrofili, che a causa delle fonti luminose che si concentrano sempre più, hanno sempre maggiori difficoltà per le osservazioni astronomiche.

Mission Dark Sky infatti parte dalle iniziative divulgative del sito «Cosmobserver» fondato da Macaluso a fine 2014, e che a meno di cinque anni di attività di informazione astronomica e astronautica ha già raggiunto grandi numeri sui social network e non solo: «La campagna riguarda enti di ricerca, istituzionali, di comunicazione, e tutti coloro che vorranno aderire a questo progetto, che vede tra i nostri collaboratori studiosi sul problema dell’inquinamento luminoso ricercatori come Fabio Falchi, primo autore dell’Atlante Mondiale sull’inquinamento luminoso».

Il problema inoltre riguarda possibili ricadute sulla salute umana, e sugli effetti legati a flora e fauna, come Macaluso ha sottolineato in un suo recente lavoro scientifico: «Ci auguriamo che Mission Dark Sky – conclude Macaluso – sia l’inizio di un nuovo modo per risparmiare energia, e fornire maggiori possibilità agli osservatori del cielo del nostro paese di scrutare il cosmo come accadeva un tempo. I ragazzini delle grandi città sono convinti che le stelle in cielo siano poco più di una decina. In realtà, laddove non vi sono fonti luminose, se ne possono osservare migliaia…».

Antonio Lo Campo