Per chi suona la campana

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campane campanile

Le campane risuoneranno per ricordare questi giorni dell’afflizione, le campane risuoneranno per accarezzare i fiori di una primavera mai così attesa

La Tv apre su molteplici panorami: piazze, vie, tetti e tetti, campanili svettanti su abitati deserti e silenziosi.

Città e paesini di cui scopriamo il numero dei decessi non seguiti da nomi ma dal numero dell’età quasi a rassicurare i viventi scampati… voi non sarete toccati perché la falce miete gli ultra…

Se ne sono andati senza salutare, senza parlare mentre dalla maschera elemosinavano l’ultimo respiro.

Erano passati e ripassati da quelle vie, parlando con l’amico, scherzando col negoziante o al bar tirando la carta e, strizzando l’occhio verso il compagno, tenevano stretta quella vincente per l’ultima girata.

La domenica mettevano la cravatta per celebrare la festa, con il nodo stretto dalla mano dell’amata. Tenuti per mano, i nipotini sentivano la stretta rassicurante che accompagnava i racconti del tempo andato.

Dai balconi i giovani accompagnavano con lo sguardo i vegliardi lenti nel procedere verso la Chiesa Madre, dove il parroco avrebbe detto parole di vangelo e loro tranquilli dai banchi avrebbero risposto solennemente Amen!

Sono andati… le campane hanno taciuto non per religioso silenzio ma perché sono passati silenti dei numeri, allineati ora in attesa della terra ove nessuno si distingue e sotto la quale non si raccontano i ricordi.

Noi ripasseremo per le strade quando risuoneranno le campane e nei banchi della chiesa conteremo i posti vuoti di quei nomi adesso pronunziati a memoria.

Le nostre campane risuoneranno nel mesto saluto dell’Ave Maria, a sera, e i loro rintocchi saliranno in alto dove le nostre parole cessano e i ricordi a rincorsa ripeteranno i nomi affidati a Colui che, nel giorno di Parasceve, elevato tra terra e cielo, ha riannodato il dolore del mondo all’Alleluja del Sabato dei Sabati.

Voleranno da porta a porta le parole di chi ci ha lasciato: ricordi, conforti, saggezza e sapienza risuoneranno dentro di noi, a memoria, nel nostro silenzio a ricreare nuovi rapporti di pace. Le campane risuoneranno per ricordare questi giorni dell’afflizione, le campane risuoneranno per accarezzare i fiori di una primavera mai così attesa.

Francesco Sofia