Incendi, da una società allo sbando emerge solo l’inciviltà

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incendio boschi

Antonello Fiore, presidente Sigea, opportunamente parla di «terrorismo ambientale». Ma certamente nulla si potrà fare senza una consapevolezza, una cultura di base ed un aumento della sensibilità che vengano dal basso. La civiltà è il risultato di una crescita collettiva non la conseguenza di una legge

I periodi di crisi, oltre a mettere in difficoltà il funzionamento della nostra società evidenziano le lacune, gli errori, i compromessi, le «distrazioni».

È accaduto con la pandemia, sta accadendo con gli incendi e accadrà con l’inverno quando aumenteranno le precipitazioni e, dio non voglia, in caso di eventi sismici.

Proprio la prevenzione l’uomo non sa cosa sia e ne sta dando ampia prova con i cambiamenti climatici.

Quindi ora, complice i cambiamenti climatici, sono di scena gli incendi. Restando al nostro Paese una buona sintesi ci viene offerta da Francesco Sannicandro che, giustamente sottolinea come siano più di 40 anni che vengono fatte queste segnalazioni e sono una vita che noi si parla di dolosità e di responsabilità degli agricoltori e degli allevatori. È la prova di una crassa arretratezza del nostro sistema agricolo.

Non sono accuse campate in aria, ci sono arresti e fermi che si susseguono in Sicilia, ad esempio, da parte dei carabinieri forestali.

Per questo a nostro avviso, Antonello Fiore, presidente Sigea, opportunamente parla di «terrorismo ambientale» nel comunicato stampa inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, ai Presidenti del Senato e della Camera, alla Ministra della Giustizia.
Antonello Fiore ha scritto: «Quello che si sta registrando dall’inizio dell’estate 2021 in diverse realtà territoriali è l’uso di centinaia di incendi, solo in minima parte colposi e nella maggior pare dei casi dolosi, come atto di violenza illegittima nei confronti dell’ambiente, del patrimonio naturalistico, degli ecosistemi, delle economie e tradizioni culturali delle popolazioni locali. Siamo in presenza di “terrorismo ambientale!”». E quindi chiede che «nella riforma della giustizia in corso di definizione sia valutato attentamente la possibilità di trattare reati contro il patrimonio ambientale e naturalistico come azioni di terrorismo ambientale».

Ma certamente nulla si potrà fare senza una consapevolezza, una cultura di base ed un aumento della sensibilità che vengano dal basso. La civiltà è il risultato di una crescita collettiva non la conseguenza di una legge.

 

I. L.