Bolzano vuol diventare CO[P]2[/P] neutrale

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Il Comune affida all’Accademia europea di Bolzano uno studio per ridurre le emissioni di anidride carbonica

Un quarto dei suoi abitanti si sposta in bicicletta, la quota di rifiuti organici raccolti separatamente sfiora il 40%, e per ottenere la concessione edilizia ogni nuovo edificio deve guadagnarsi l’etichetta di CasaClima B, cioè consumare meno di 50 kilowattora al metro quadro all’anno. Ma tutto questo non basta più. Ora Bolzano vuole raggiungere un obiettivo più ambizioso: diventare una città CO2 neutrale.
È con questo progetto che Bolzano inaugura il suo mandato di città alpina 2009, un riconoscimento conferitole dalla Convenzione delle Alpi. L’idea è quella di mettere in atto provvedimenti concreti per limitare al massimo le emissioni di anidride carbonica e compensare – attraverso il ricorso a fonti energetiche rinnovabili – quella quota di CO2 che non è possibile eliminare.
In Europa già altre città, tra cui Davos, Zurigo e Stoccolma, si sono impegnate in questo settore.
Nel capoluogo altoatesino il Comune ha affidato all’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Accademia Europea di Bolzano (Eurac) il compito di realizzare uno studio per capire dove si concentrino le maggiori emissioni di energia e come sia possibile ridurle. Nella prima fase Eurac si occuperà di reperire dati sul consumo energetico in collaborazione con uffici comunali e provinciali e ditte ed enti bolzanini che si occupano della fornitura di energia elettrica, della raccolta dei rifiuti, di trasporti e mobilità, di tutela ambientale.
Una volta acquisiti i dati, sarà possibile risalire alle fonti responsabili delle emissioni di anidride carbonica e mettere in atto azioni ad hoc per contrastarle. In Europa, ad esempio, si calcola che gli edifici siano responsabili di una fetta rilevante dell’anidride carbonica prodotta; questo dato è importante perché lascia pensare che attraverso un migliore isolamento termico sarebbe possibile ridurre considerevolmente il consumo di energia.
Lo studio dell’Accademia europea di Bolzano punta a mettere nelle mani di politici ed amministratori tutte le informazioni tecniche necessarie per poter prendere provvedimenti concreti.
«Oltre ad indicare da dove provengano le emissioni di CO2, proporremo anche delle soluzioni per ridurle. Prendendo come esempio gli edifici, possiamo calcolare di quanto si abbatterebbero le emissioni utilizzando un sistema di teleriscaldamento, anziché le caldaie a metano o a gasolio», spiega Wolfram Sparber, direttore dell’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC. Sulla base di queste informazioni il Comune potrà valutare, tenendo conto dei tempi e dei costi necessari, in che settori agire e quali strategie mettere in atto per diventare una città CO2 neutrale. I tempi sono brevi: lo studio verrà consegnato al Comune entro l’estate 2009.

(Fonte Eurac research)
(13 Febbraio 2009)