In Toscana più potere ai cittadini

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Le «Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali» hanno lo scopo di promuovere il coinvolgimento dei cittadini nei processi di formazione ed elaborazione delle scelte istituzionali relative al territorio toscano

Il Consiglio Regionale della Toscana ha definitivamente approvato le «Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali». La nuova legge ha lo scopo di promuovere il coinvolgimento dei cittadini nei processi di formazione ed elaborazione delle scelte istituzionali relative al territorio toscano.
Si tratta di un’iniziativa già ampiamente collaudata a livello mondiale: sono infatti numerosi i paesi che hanno già attivato politiche di promozione della partecipazione pubblica, basti pensare al modello francese, nato alla metà degli anni Novanta, ma anche al Brasile, ai paesi anglosassoni, ecc.
In Francia, ad esempio, una legge statale prevede che si svolgano dibattiti pubblici e forum tematici su una serie di opere a forte impatto ambientale (autostrade, porti, centrali nucleari, ecc.) per un periodo di sei mesi. I cittadini vengono costantemente informati sul progetto in questione attraverso vari mezzi di comunicazione di massa e, al termine dei sei mesi, viene presentato un rapporto conclusivo che illustra le varie alternative tra cui sarà in seguito scelta quella più condivisibile. Altri paesi hanno invece avviato progetti di «bilancio partecipato» (ad esempio in Brasile, dove la popolazione di Porto Alegre decide la destinazione di una parte delle risorse pubbliche), oppure organizzano discussioni pubbliche via web o, ancora, sperimentano giurie di cittadini (Usa e Australia). Ma è soprattutto all’esempio francese che si ispira l’iniziativa Toscana.

L’obiettivo principale della nuova legge regionale è quello di coinvolgere la popolazione toscana nel dibattito politico e istituzionale, al fine di individuare più facilmente le esigenze dei cittadini e di valutarne le opinioni. La legge riconosce infatti che la partecipazione è un innegabile diritto della cittadinanza e, in quanto tale, deve essere favorita e incentivata. Ciò permetterà inoltre di ottenere un concreto risparmio in termini di tempo e denaro, evitando di aprire infinite discussioni e di bloccare i cantieri quando sono già aperti.
La legge non si rivolge solo ai cittadini toscani, ma a tutti coloro che vivono, risiedono, lavorano o studiano nel territorio regionale, stranieri compresi, e anche ai toscani che risiedono all’estero.

A garantire e ad organizzare la partecipazione a tali processi è l’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, istituita dalla legge stessa. Si tratta di un nuovo organo composto da un’unica persona, indipendente e al di sopra delle parti, che ha i compiti di gestire i dibattiti pubblici sui grandi interventi, di valutare i progetti locali e di ammetterli al sostegno regionale. La domanda di organizzare un dibattito pubblico può essere presentata all’Autorità dall’ente pubblico o privato che intende realizzare una determinata opera o intervento, dagli enti locali interessati, dallo 0,50% dei residenti in Toscana che abbiano compiuto 16 anni. Una volta presentata la domanda, l’Autorità ha quarantacinque giorni di tempo per decidere se autorizzare o meno l’apertura del dibattito. Essa dovrà tenere conto del parere degli enti pubblici interessati e avrà la facoltà di chiedere altri elementi per valutare meglio il progetto.
I processi decisionali su cui la legge intende promuovere la partecipazione pubblica sono di due tipi: progetti regionali relativi a interventi di grande impatto ambientale; progetti di dimensione locale.
Nel caso degli interventi di grande impatto ambientale è prevista l’apertura di un dibattito pubblico regionale, simile a quelli che hanno luogo in Francia. Al fine di rendere effettivo il diritto alla partecipazione, l’Autorità si occuperà di garantire la diffusione tempestiva di tutta la documentazione relativa all’iniziativa attraverso strumenti telematici, avvisi pubblici, pubblicazioni, uffici relazione con il pubblico e ogni altro strumento di comunicazione adeguato.
Nel caso di un progetto a dimensione locale, è invece previsto l’avvio di un processo partecipativo la cui forma potrà cambiare di volta in volta. In entrambi i casi sarà l’Autorità garante a nominare una persona responsabile del dibattito. Lo stanziamento per il 2008 consentirà di finanziare la sperimentazione di almeno 2-3 iniziative di dibattito pubblico regionale e 30-40 iniziative di processi partecipativi locali.

Come si deduce da questa breve sintesi, il nuovo progetto di legge rappresenta un importante passo in avanti verso una più stretta e produttiva collaborazione tra istituzioni e cittadini. La legge permette infatti ai cittadini di esprimere la propria opinione e propri punti di vista su tematiche che li riguardano direttamente e su cui hanno il diritto di essere interpellati. (SG)

(Fonte Arpat)
(22 Gennaio 2008)