Un «Passaporto» per educare al rispetto del mare

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Dopo 12 gesti e attività in quattro delle cinque parti proposte dal «Passaporto», ogni cittadino potrà diventare «Ambasciatore dell’Oceano»

Esperienza pilota all’Acquario di Genova per educare alla salvaguardia dell’ambiente marino.
«Passaporto del cittadino dell’Oceano» è il nome dato alla campagna che in realtà è uno strumento operativo per spingere il cittadino ad agire nel concreto a favore della salvaguardia degli oceani.
Il «Passaporto» è per adulti e ragazzi al di sopra dei 10 anni. Con questionari e consigli si chiede di aderire all’impegno di non buttare rifiuti e sacchetti, limitare l’uso dell’energia elettrica nelle abitazioni, non acquistare pesci sotto taglia o comprare detersivi biologici. È come un attestato di identità nel quale ogni singolo individuo registra il proprio nome, cognome, generalità e inserisce la propria fotografia e costituisce al tempo stesso un libretto di istruzioni.
Dopo 12 gesti e attività in quattro delle cinque parti proposte dal «Passaporto», ogni cittadino potrà diventare «Ambasciatore dell’Oceano». Facendosi poi vidimare il passaporto da un Centro partecipante, si potrà ricevere in anteprima informazioni sulle attività della Rete Oceano Mondiale e chiedere il sostegno per progetti a favore dell’Oceano.
L’Acquario di Genova, infatti, aderisce al nuovo World Ocean Network (Won), una rete internazionale a cui aderiscono più di 600 organizzazioni e che vede tra i suoi membri fondatori l’Acquario di Genova che ha presentato il nuovo «Passaporto». È stato distribuito agli studenti di una scuola media di Genova, se ottobre il bilancio sarà positivo, il suo lancio sarà poi generalizzato.