Eolico – «Vento Forza 12» per diminuire le emissioni di CO[P]2[/P]

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Il documento mostra come l’eolico possa soddisfare il 12 % del fabbisogno energetico globale entro il 2020

Ad una settimana dall’inizio del G8, che si tiene il 7 e l’8 luglio, in Scozia, Greenpeace e l’Associazione internazionale dell’industria dell’eolico (Ewea – European Wind Energy Association) presentano «Vento Forza 12», un rapporto che mostra come l’eolico possa soddisfare il 12 % del fabbisogno energetico globale entro il 2020. Nel rapporto emerge chiaramente come l’Italia sia in una situazione di estremo ritardo nel campo delle energie rinnovabili in generale e dell’eolico in particolare. Alla fine del 2004, la potenza installata in Italia era di 1,200 MW (sebbene non tutte le turbine siano collegate in rete), un dato che pone il nostro Paese al quarto posto in Europa, ma il potenziale installabile stimato è almeno di 5,000 MW. L’industria italiana dell’eolico impiega oggi oltre 2.000 persone.
Con il 12% di energia garantito dall’eolico a livello globale, risparmieremo all’atmosfera 10,771 milioni di tonnellate di CO2.
Sono 13 i Paesi che possono e debbono giocare un ruolo chiave in questa sfida. Oltre all’Italia troviamo Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, India, Giappone, Filippine, Polonia, Turchia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
«L’eolico – afferma Donatella Massai, direttore generale di Greenpeace – è una delle fonti energetiche in più rapida espansione al mondo. Le nazioni del G8 devono incoraggiarne e sostenerne lo sviluppo per combattere il cambiamento climatico».
Con le turbine eoliche installate oggi in Europa risparmiamo oltre 50 millioni di tonnellate di CO2 l’anno e da qui al 2010 rispetteremo in questo modo un terzo degli impegni previsti dal Protocollo di Kyoto. Dal rapporto emerge che il valore globale del mercato delle turbine eoliche passerà dagli attuali 8 miliardi di euro a 80 miliardi entro il 2020.
L’energia eolica è sicura, pulita e a differenza dei combustibili fossili disponibile localmente in tutto il mondo, eliminando così i rischi politici ed economici della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico. Senza nessun intervento, l’Associazione energetica internazionale, stima che la domanda energetica mondiale raddoppierà tra il 2002 ed il 2030. Saranno necessari, in area Ocse, dai 2,000GW ai 4,800GW di capacità per andare incontro alla domanda crescente, al costo di 10 miliardi di euro per la produzione, trasmissione e distribuzione di energia. Nel 2030, il settore energetico sarà responsabile del 45% delle emissioni globali anidride carbonica.

(Fonte Greenpeace Italia)
(01 Luglio 2005)