Aumentano le specie protette grazie ai cacciatori… e scoppia la polemica

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L’Associazione contesta le affermazioni del presidente della Provincia di Firenze e dell’assessore alla caccia Nigi, secondo cui è merito dei seguaci di Diana l’aumento di alcune specie animali protette

Un tentativo di stravolgere la realtà, così il Wwf Toscana giudica le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Firenze Renzi e dell’assessore alla caccia Nigi, secondo cui l’aumento di alcune specie di animali selvatici sarebbe legata all’attività dei cacciatori. Secondo l’Associazione ambientalista questo è l’ennesimo tentativo di giustificare la presenza di un’attività anacronistica, svuotata di qualsiasi elemento di sportività e, soprattutto, avversa all’opinione della maggior parte degli italiani.
In particolare, l’associazione precisa che l’aumento fatto registrare negli ultimi anni da specie quali il capriolo e il daino è da imputarsi alla creazione di una serie di parchi e riserve naturali (aree dove la caccia è vietata), e in cui sono stati attuati alcuni progetti di reintroduzione, oltre che ai fenomeni di trasformazione ambientale che hanno interessato, e interessano tuttora, buona parte del territorio regionale: abbandono della montagna, aumento delle superfici boscate ecc…
Un discorso analogo può essere fatto per gli Aironi, avvantaggiati da un regime di protezione che interessa la maggior parte delle zone umide della nostra Regione.
La citazione del Lupo, nota ancora l’associazione, appare ancora più stridente, viste le continue segnalazioni di abbattimenti illegali che ogni anno si susseguono da ogni parte del territorio. In alcune aree, puntualizza il Wwf, i cacciatori al cinghiale considerano i lupi come loro «concorrenti» nella caccia alla loro preda preferita.

(Fonte Wwf)
(25 Agosto 2005)