Olocausto, razzismo e Darwin

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Le idee non sono icone ferme nel tempo ma espressioni che camminano nella mente dell’uomo, da qui l’importanza di un’informazione corretta e non tendente all’assuefazione. Nel senso che la democrazia non va confusa con il permissivismo e con la sufficienza. Già fu fatto quest’errore e tutto il mondo ne pagò amaramente le conseguenze.
In questi giorni in cui si commemora l’olocausto scopriamo che si ingrossa il numero di coloro che credono che sia una bufala. Anzi c’è un movimento organizzato e si parla di un convegno. Non è sufficiente, quindi, un’alzata di spalle.
La lotta alle idee dell’ebreo Darwin viene

da lontano e non è stato sufficiente ignorarla, perché ora quel tentativo ha prodotto leggi e comportamenti, con il risultato che una teoria scientifica è contrastata con una teoria di fede.
Né l’ambientalismo può rappresentare una discriminante ideologica di tipo nuovo. Basti pensare all’econazismo e alle varie forme di mimetismo verde. Anzi nuovi scenari si innestano sui vecchi: la lotta agli emigrati. Ecco la vera discriminante: non più destra o sinistra ma solidarietà o egoismo.
Ed è allarmante che in Italia, nei chiostri dell’università Cattolica di Milano, appaiano i manifesti del Movimento universitario padano (Mup) contro Israele e gli ebrei, tra rune e simboli delle Waffen-SS. Si possono leggere nel secondo chiostro, intestato a Pio XI, entrando dall’ingresso principale di Largo Gemelli. (Ignazio Lippolis)

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